Tutte le novità della legge di Bilancio: Equitalia abolita e concorsi per 10 mila statali

Economia
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante la conferenza stampa di presentazione del piano sport e periferie a palazzo Chigi, Roma, 12 ottobre 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Prosegue il lavoro dei tecnici per mettere a punto l’impianto della manovra da 24,5 miliardi, con oltre 18 miliardi di coperture, tra cui 8,5 miliardi di entrate aggiuntive

Via Equitalia e largo a un modello diverso di agenzia di riscossione, 300 milioni in arrivo per i 50mila esuberi nelle banche, turnover diversificato e concorsi per assumere 10mila unità tra infermieri, poliziotti e forse medici.

Inizia a prendere forma il menù della manovra limata nella notte che dovrebbe essere pronta questa mattina, in vista del Consiglio dei ministri che sabato varerà la bozza di legge del bilancio per il 2017 da inviare a Bruxelles.

Ma le cifre sulle coperture sono ancora ballerine e per l’articolato completo delle misure bisognerà aspettare il 20 ottobre, termine per l’invio alle Camere. “La chiuderemo tra stanotte e domani“, ha assicurato il premier, Matteo Renzi, ai sindaci riuniti a Bari all’assemblea dell’Anci. Secondo quanto riferiscono fonti governative, se l’impianto degli interventi dovesse rivelarsi più complesso, non è escluso un nuovo passaggio in Cdm prima della trasmissione al Parlamento. Sabato infatti il governo darà il via libera al Documento programmatico di bilancio, ovvero la griglia dei numeri e delle misure in cui si articolerà la manovra, che lunedì 17 sarà trasmesso alla Commissione europea.

Ma ma uno degli strumenti individuati per la copertura, il rientro volontario dei capitali, non piace alla minoranza dem che apre così un nuovo terreno di scontro interno. Senza peli sulla lingua, Bersani paragona su Facebook la voluntary bis ad “una specie di amnistia a pagamento”, degna di Fabrizio Corona, che nel caso, aggiunge, “potrebbe candidarsi a sottosegretario”. Parole che suonano come un’offensiva in piena regola e che interpretano molti malumori parlamentari, compresi quelli di chi teme che, inserendo il rientro dei capitali tra le risorse della Manovra, il governo sia costretto a ricorrere ad una nuova clausola di salvaguardia. Per prevedere a priori con esattezza il gettito dell’operazione bisogna infatti ricorrere proprio a delle stime, per quanto affidabili.

Nei due rami del Parlamento, gli animi potrebbero quindi scaldarsi, anche se non è escluso che anzichè di clausola si possa parlare di una sorta di rafforzamento delle coperture che potrebbe aggirare, altrettanto formalmente, il problema vero e proprio.

Comunque, critiche a parte, dopo aver incassato il via libera del Parlamento ad alzare l’asticella del deficit/Pil fino a un massimo del 2,4% per finanziare le spese legate alla ricostruzione post terremoto e all’emergenza migranti, il governo si prepara a utilizzare subito gli spazi aggiuntivi autorizzati da Camera e Senato ritoccando al rialzo al 2,2% del Pil (quindi circa 3,2 miliardi in più) l’indebitamento netto dal 2% indicato nel quadro programmatico 2017 appena approvato che non ha ottenuto la validazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio.

Prosegue intanto il lavoro dei tecnici per mettere a punto l’impianto della manovra da 24,5 miliardi, con oltre 18 miliardi di coperture, tra cui 8,5 miliardi di entrate aggiuntive. Nelle ultime ore alcuni nodi sono stati sciolti ma rimangono ancora molti gli aspetti da definire, a partire dal bonus famiglia su cui la stessa maggioranza ha chiesto un impegno all’esecutivo. Ancora in bilico la misura di sostegno ai nuclei con almeno due figli e non sotto la soglia di povertà. Mentre sembrerebbe confermato il bonus per i 18enni con uno stanziamento poco sotto la dote di quest’anno.

Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego dovrebbero arrivare altri 600 milioni oltre ai 300 stanziati lo scorso anno. E il premier ha assicurato che “ci’ sarà un segnale” anche per il turnover differenziato nella pubblica amministrazione con concorsi per 10 mila unità in più, tra infermieri, Forze dell’ordine e forse anche dottori. Lo stesso Renzi ha annunciato l’abolizione di Equitalia, l’agenzia di riscossione a controllo pubblico, e la creazione di “un modello diverso” di agenzia. L’obiettivo del governo è di puntare sulla maggiore compliance tra fisco e contribuente rendendo meno vessatorio il metodo di riscossione.

Dal 7 novembre, ha spiegato il premier, chi è in ritardo con i pagamenti riceverà un sms. Sembra anche definita l’ipotesi di un intervento a sostegno del Fondo esuberi dei bancari. Sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima tra governo e Abi in base alla quale l’esecutivo metterà a disposizione 100 milioni l’anno, per tre anni, per accompagnare l’uscita di cinquantamila bancari nell’arco del triennio.

Tra le novità dell’ultima ora anche le risorse (centinaia di milioni) da destinare ai Comuni per sbloccare gli investimenti. E in manovra dovrebbe trovare spazio anche l’estensione del bonus energetico ai condomini mentre le attuali agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni al 50% e per il risparmio energetico al 65%, compreso il bonus mobili al 50%, potrebbero essere prorogate per tre anni. Per le imprese, oltre al già deciso taglio dell’Ires dal 27,5 al 24%, confermati gli incentivi all’acquisto di macchinari industriali, ovvero il supermmortamento al 140% e l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione. Per le Pmi e gli artigiani arriverà la nuova Iri, l’imposta sul reddito dell’imprenditore.

Sui grandi numeri della Manovra si sono però scatenate su Dagospia voci anche di un ipotetico stop da parte del Quirinale, scettico di fronte alla mancata riduzione del deficit strutturale e al conseguente rinvio del pareggio di bilancio, ormai principio costituzionale. “Ipotesi prive di fondamento”, le ha definite il Colle, mettendo fine alle speculazioni.

E stamani intanto, proprio al Quirinale, ci sarà la tradizionale colazione di lavoro in vista del Consiglio europeo del 20 ottobre. Presente, tra i ministri interessati alle tematiche del vertice, anche Padoan. Potrebbe essere un’occasione per presentare al presidente gli ultimi aggiustamenti della Manovra che dopo il Cdm finirà al Colle che la trasmetterà alla presidenza della Camera per l’esame.

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