Tutte le carte su Giulio, quale verità?

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Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Gli investigatori egiziani a Roma, cinque ore di colloquio con il team italiano e 2000 pagine che restano incomplete

Cinque ore serrate, con momenti di alta tensione. Perché l’Italia pretende la verità e non una ricostruzione “plausibile”. Cinque ore. Tanto è durato il primo incontro a Roma, alla Scuola Superiore di Polizia, tra gli inquirenti egiziani ed italiani che indagano sull’assassinio di Giulio Regeni. Sul tavolo un dossier egiziano di duemila pagine, con indagini su circa 200 persone. All’incontro, che riprenderà oggi, partecipano per l’Italia il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco, il direttore dello Sco Renato Cortese e il comandante del Ros Giuseppe Governale. Per l’Egitto sono invece presenti due magistrati, il procuratore generale aggiunto del Cairo, Mostafa Soliman e il procuratore dell’Ufficio di Cooperazione internazionale Mohamed Hamdi el Sayed

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