Bruxelles rassicura Roma sui fondi per la Turchia ma non sulla flessibilità

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La Ue precisa: Il contributo per l’emergenza profughi “non verrà computato”

I 3 miliardi di euro previsti dal fondo per i rifugiati in Turchia non saranno tenuti in considerazione nel calcolo del deficit. Lo ha detto oggi a Bruxelles il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, secondo cui la Commissione Ue ha risposto al tema dei contributi nazionali al fondo per i rifugiati in Turchia in relazione al patto di stabilità e crescita nelle “condizioni di riferimento” dell’accordo. In queste ultime – ha concluso Schinas – “la Commissione Ue dichiara che il contributo nazionale non sarà tenuto in conto nel calcolo del deficit di bilancio degli stati membri in relazione al patto di stabilità”. È stato anche ricordato come tale dizione è “nella nota della Commissione inserita negli accordi” tra i 28 quando è stato raggiunto l’accordo al vertice di dicembre.

Inoltre, Bruxelles ricorda che le decisioni sulla richiesta di flessibilità per fronteggiare le uscite legate ai migranti verranno prese a “primavera, caso per caso ed ex post, sulla base delle spese fatte”. Su questo secondo versante, Roma chiede una maggiore possibilità di spesa pari allo 0,2% del Pil, circa tre miliardi di euro.

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