Turchia, premier Davutoglu: 4 possibili gruppi terroristici dietro l’attentato

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epa04918722 Turkish Prime Minister Ahmet Davutoglu speaks during a press conference in Ankara, Turkey, 07 September 2015.  The Turkish army said on 07 September that 16 soldiers were killed and six wounded in an attack by Kurdish militants, local media reported. The army bombed 13 targets belonging to the banned Kurdistan Workers' Party (PKK), in retaliation for the attack on 06 September in the south-eastern village of Daglica.  EPA/STR

Quattro le organizzazioni citate dal premier: Stato Islamico, Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-c) e il Partito comunista marxista-leninista (Mlkp)

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha indetto tre giorni di lutto nazionale dopo l’attentato dinamitardo di ieri nel centro di Ankara, che ha causato la morte di almeno 95 persone.

Mentre aumentano le ipotesi e l’identità dei colpevoli rimane sconosciuta, Davutoglu ha detto che ci sono “prove evidenti” che le esplosioni di Ankara sono state effettuate da due attentatori suicidi.

Quello avvenuto nel cuore della capitale turca è uno degli attentati più sanguinosi della storia del paese. Un atto terroristico che secondo il primo ministro poteva essere realizzato solo da alcune organizzazioni, quattro in particolare: Stato Islamico, Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-c) e il Partito comunista marxista-leninista (Mlkp).

“A 20 giorni dalle elezioni la Turchia è stata sconvolta da una strage orrenda, per la quale io esprimo il dolore e la solidarietà dell’Italia al governo e al popolo turco. È evidente che il riaccendersi di un conflitto aperto fra il Pkk e il governo non aiuta una dinamica di stabilizzazione del paese”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in un’intervista a Repubblica sulla strage di Ankara, sottolinea che “la violenza terroristica danneggia tanto il governo quanto le forze di opposizione democratica come l’Hdp di Demirtas promotore della manifestazione, che è un partito che poteva dare uno sbocco pacifico alla causa curda”.

Ieri proprio l’Hdp aveva accusato il governo per il scarso livello di sicurezza garantito alla manifestazione pacifista. Un’accusa che non è stata gradita da Davutoglu. Nella conferenza stampa convocata a poche ore dalla strage, il primo ministro ha infatti fatto sapere di voler discutere dell’accaduto con gli esponenti del principale schieramento d’opposizione Partito repubblicano del popolo (Chp) e con il Partito del movimento nazionalista (Mhp), ma ha escluso qualsiasi contatto con il Partito democratico popolare (Hdp).

 

(nella foto il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu)

 

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