Turchia, arrestato l'”Obama Curdo” che si oppone a Erdogan. Renzi: “Inaccettabile”

Mondo
113855286-628d5f7c-b4e3-4b72-a32f-07ca5ecab1f4

Intanto il gruppo di monitoraggio Turkey Blocks denuncia che l’accesso ai principali social media è stato bloccato nella notte in Turchia. Facebook, Twitter e Youtube risultano inaccessibili dall’1.20 ora locale

Una raffica di arresti per i parlamentari del terzo partito della Turchia, il filocurdo Hdp, inclusi i due leader, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, e un’autobomba nella più grande città del sudest a maggioranza curda, Diyarbakir.

Un venerdì che sarà difficile dimenticare per la minoranza del Paese. Le accuse rivolte ai deputati sono di collegamenti e propaganda per il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) a cui è stato addossato l’attentato di oggi che ha causato otto morti.

Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che anche il premier Matteo Renzi sta seguendo con grande preoccupazione gli eventi delle ultime ore in Turchia. Le stesse fonti ritengono inaccettabile il possibile uso politico della nuova legislazione sull’immunità parlamentare, che ha permesso l’arresto del leader e di altri 10 parlamentari del Partito Democratico del Popolo (Hdp), il principale partito curdo.

Gli arresti più alti sono il punto più alto dell’escalation turca contro i politici filo-curdi in seguito al golpe fallito a luglio.

L’Hdp che difende la causa curda, i diritti delle minoranze, dei gay e l’uguaglianza tra generi, è da tempo nel mirino di Ankara e il suo leader, il carismatico Demirtas, soprannominato “l’Obama curdo” ha più volte irritato lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan per la sua personale crociata contro la modifica della costituzione per rafforzare il sistema presidenziale.

L’ondata di arresti che ha fatto balzare sulla sedia anche le autorità europee. L’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha scritto su Twitter di essere “estremamente preoccupata” dall’accaduto.

Preoccupazione ribadita anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

Nei mesi scorsi sia Demirtas che Yuksekdag erano stati oggetto di diverse indagini separate ma è la prima volta che vengono arrestati. Il blitz, a Diyarbakir e ad Ankara, è partito dopo mezzanotte. Demirtas ha twittato all’1:30 ora locale (00:30 in Italia) che la polizia era arrivata a casa sua e lo stava per arrestare.

Tweet partito prima che internet venisse bloccato e si verificasse il blackout nazionale per le principali app come Twitter, Facebook, YouTube e Whatsapp. La rete Ntv ha reso noto che i due leader filocurdi sono accusati di aver fatto propagando per il Pkk, mentre l’agenzia Anadolu ha scritto che Demirtas è stato accusato di aver scatenato la violenza nelle proteste di ottobre 2014 in cui si ci furono anche diversi morti. I sospetti, ha aggiunto Anadolu, non hanno risposto ai procuratori.

Tra gli altri arrestati anche il famoso deputato Sirri Surreya Onder, che nel passato è stato un uomo di contatto con il leader del Pkk, attualmente in carcere, Abdullah Ocalan. Sale quindi ancora di più la tensione, già altissima dopo il fallito colpo di stato, l’istituzione dello stato di emergenza e le decine di migliaia di arresti. E cresce la violenza: l’attacco di oggi a Diyarbakir “sembra” sia stato portato “con un’autobomba usata dai membri dell’organizzazione terroristica separatista”, ha reso noto l’ufficio del governatore locale facendo riferimento al Pkk. Nell’attacco sono morte otto persone, due agenti e sei civili, e ci sono almeno 100 feriti, ha dichiarato il premier turco Binali Yildirim.

Intanto il gruppo di monitoraggio Turkey Blocks denuncia che l’accesso ai principali social media è stato bloccato nella notte in Turchia. Facebook, Twitter e Youtube risultano inaccessibili dall’1.20 ora locale, si legge sul sito del gruppo. Restrizioni sono state imposte anche ai servizi di messaggistica di WhatsApp e Instagram, per la prima volta a livello nazionale negli ultimi anni. Secondo Turkey Blocks, l’oscuramento è legato all’arresto di 11 parlamentari del partito pro-curdo Hdp, nell’ambito di indagini antiterrorismo.

Vedi anche

Altri articoli