Trump vince ancora mentre infuria la protesta

Americana
anti-trump-protest

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca continua a vincere e a dividere. E i sondaggi gli danno ragione

La marcia di Donald Trump verso la nomination repubblicana prosegue spedita e senza incertezze. L’ormai unico candidato repubblicano in corsa ha trionfato anche alle primarie repubblicane dello stato di Washington. Secondo le stime della Cnn, il tycoon avrebbe così 1.229 delegati dei 1.237 necessari per assicurarsi la nomination prima della convention di luglio, a Cleveland.

La notizia dell’ennesima vittoria del miliardario è arrivata mentre Trump faceva campagna elettorale ad Albuquerque, in New Mexico in un clima tutt’altro che favorevole. La sua iniziativa elettorale è stata bersagliata da una folla infuriata che, brandendo bandiere messicane, ha iniziato a lanciare sassi e bottiglie contro la polizia.

Durante gli scontri, i manifestanti che hanno promosso la protesta contro le politiche di Trump sugli immigrati hanno bruciato simbolo e gadget della campagna elettorale e la polizia ha risposto con lanci di lacrimogeni e l’arresto di diverse persone.

 

L’incidente di Albuquerque dice molto del clima che circonda la campagna elettorale per la Casa bianca. Quello che soli pochi mesi fa sembrava un fuoco di paglia, ora è diventata una realtà minacciosa che marcia in maniera decisa verso l’appuntamento del prossimo novembre. E dai sondaggi sembra ancora più chiara una cosa: gli elettori sono attratti dai candidati che offrono una prospettiva di rottura, piuttosto che candidati più moderati che sono legati, nell’immaginario collettivo, all’establishment di Washington.

Gli ultimi sondaggi sulle elezioni generali vedono i probabili sfidanti, Clinton e Trump, gareggiare alla stessa quota, con la candidata democratica moderatamente in vantaggio. In un solo caso, ma è una notizia, Trump è leggermente avanti. Cosa che non accadrebbe se l’avversario di turno fosse Bernie Sanders, il senatore del Vermont che sta dando del filo da torcere all’ex segretario di Stato.

Il fatto che in un confronto diretto tra i due candidati più “radicali”, Sanders avrebbe la meglio su Trump (di ben 10 punti), dovrebbe mettere in allarme lo staff della Clinton e suggerire un cambio di passo in vista della battaglia d’autunno.

 

Vedi anche

Altri articoli