Trump show alla Convention repubblicana. Melania: “Mio marito è lʼuomo giusto”

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Ingresso spettacolare per il candidato alla Casa Bianca nel tycoon newyorchese sulle note dell’inno dei Queen, “We are the Champions”

C’è di tutto un po’. Dalle Star tv ai deputati, e poi sceriffi, veterani, famigliari di vittime del terrorismo e dell’immigrazione clandestina: sono gli eterogenei ‘testimonial’ della prima giornata della convention repubblicana di Cleveland.

Lo slogan è “Make America safe again”, variazione del classico “Make America great again” che Donald Trump, candidato di “legge e ordine”, ha prontamente lanciato sull’onda di attentati e sparatorie contro la polizia. “Ci vuole il pugno duro, c’è bisogno di un vero leader” dice Trump all’apertura della convention repubblicana.  Il circo spettacolare di Cleveland si è aperto ieri con un minuto di silenzio in memoria dei tre poliziotti uccisi il giorno prima a Baton Rouge da un giovane afroamericano. In una “vera imboscata”, confermano le indagini.

Il bersaglio comune negli interventi è la candidata democratica Hillary Clinton, visto che ormai i nemici interni di Trump sono stati annientati: il tycoon ha eliminato ben 16 rivali nelle primarie, e il partito repubblicano non ha saputo mettere in campo per 13 mesi alcuna alternativa.

Nel pomeriggio americano a Cleveland (Ohio) era esploso il caos quando lo schieramento del “Never Trump” – delegati in rappresentanza del movimento dentro il partito contrario al magnate dell’immobiliare – aveva chiesto un cambiamento delle regole della convention. Il piano era di permettere ai delegati di votare per chi desiderano, secondo coscienza, invece che esprimere una preferenza in base a quanto espresso dagli elettori nel corso delle primarie. Quel piano però è fallito spianando la strada all’incoronazione ufficiale di Trump.

Oggi a Cleveland ci sarà il secondo giorno di lavori della convention che deve incoronare Trump come candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, ma protagonista ieri sera la moglie Melania, al suo primo discorso e presentata dal tycoon come “la prossima first lady”. Uno strappo all’etichetta visto che solitamente l’uscita del protagonista viene riservata solo all’ultimo  giorno di convention.

Aver preso la cittadinanza Usa è stato il più grande privilegio, ha detto l’ex modella slovena. Un discorso il suo che in molti – hanno notato – ha diverse somiglianze con quello  di Michelle Obama. “Fin da giovane i miei genitori mi hanno insegnato il valore del lavorare duramente per quello che si vuole nella vita, che le promesse vanno mantenute e che si deve fare ciò che si promette di fare”, ha dichiarato Melania utilizzando le stesse parole di Michelle alla convention di Denver, nel 2008 e, come sottolineano molti osservatori, la somiglianza tra i due discorsi non si ferma qui.

Come prevedibile, Melania ha giocato sui valori della famiglia e sui (discutibili) successi imprenditoriali del marito per dimostrare che è lui il candidato adatto a conquistare lo Studio Ovale: “Se volete qualcuno che lotti per voi, è lui la persona giusta. Non si arrenderà mai ma soprattutto non vi abbandonerà mai. E’ sempre stato un leader grandioso, ora lavorerà per voi”. Con una certa compostezza, e qualche intoppo minore, Melania ha spiegato che il successo del marito indica inclusione, non divisioni”.

Il record dell’applausometro spetta a Rudolph Giuliani. “Quello che io ho fatto per New York, Donald Trump puo’ farlo per l’America”, profetizza, garantendo che il magnate e’ “un uomo col cuore grande”. Poi pero’ sorprende con un appello unitario: “esiste una sola America, non un’America bianca e un’America nera”, dice ringraziando la polizia per difendere tutti, ‘bianchi e neri, ispanici e asiatici”. Infine la minacciosa promessa che solleva il boato: “non ho paura di dire terrorismo islamico estremista. Voi sapete chi siete. Stiamo venendo a prendervi”.

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