Trump o Salvini, uno dei due è un bugiardo. Parlano Friedman, Zucconi, Riotta, Moltedo, Gomez, Esposito

Destra
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Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha negato l’incontro con Salvini e la cosa ha fatto parecchio discutere. Per la gaffe leghista, ma non solo. Ne abbiamo parlato con alcuni esperti

Donald Trump e Matteo Salvini. Da sempre due personaggi, l’atteggiamento da spacconi, la cui missione quotidiana è sorprendere, attirare l’attenzione. E con il giallo sull’incontro tra i due siamo ai limiti dell’esibizionismo, perché si parla di entrambi e la notizia – un fatto che forse è accaduto, forse no, forse è stato semplicemente ingigantito rispetto alla realtà – diventa uno dei temi del giorno. Il massimo: due prime donne su uno stesso palco, l’uno che dà del bugiardo all’altro.

A qualcuno il fatto ricorda la vicenda Marino-Vaticano, come ad Alan Friedman: “Sembrerebbe che ai politici italiani Philadelphia porti sfiga, visto quello che era successo a Ignazio Marino… Comunque – aggiunge – il mio commento è semplice: non voglio e non posso prendere parte alla polemica, ma certo Trump è uno capace di tutto. Ma è chiaro che Salvini è stato preso a pesci in faccia da mister Trump“.

Peter-gomezMa chi ha mentito? “A meno che la foto non sia stata photoshoppata, io dico che l’incontro c’è stato, Salvini non mente, ha delle linee politiche discutibili, ma non è pazzo. Quindi darei a Salvini almeno la presunzione di innocenza”, è il commento del direttore del Fattoquotidiano.it Peter Gomez, secondo il quale Trump, “per cercare di vincere le elezioni, ora che i sondaggi lo danno in vantaggio, deve cambiare un po’ la sua impostazione. Succede sempre nelle campagne presidenziali americane: generalmente si parte da posizioni estreme per poi spostarsi più al centro. A me è sembrata un po’ una cosa alla Berlusconi che dichiarava una cosa per poi negare di averla detta”.

guido-moltedo“Trump notoriamente dice un sacco di bugie sapendo che gli stessi media stranamente gli passano tutto”, ha commentato Guido Moltedo, giornalista e grande esperto di politica americanaMa dall’intervista è evidente, secondo lui, che il candidato repubblicano voglia “prendere le distanze da Salvini. È un modo per affermare la sua unicità, per lui è importante vendersi come prodotto unico al mondo”.

Dall’altro lato – prosegue Moltedo – c’è Salvini e “il suo bisogno un po’ provinciale di trovare una conferma delle sue posizioni, incontrando leader stranieri vicini alle sue idee” come già successo con la Le Pen. E ora il leader della Lega ha scoperto amaramente che “c’è qualcuno peggiore di lui”. Probabilmente – ipotizza – Salvini si è venduto una semplice photo opportunity” come qualcosa di più grande di quello che in realtà è stato.

Ed è forse proprio questo il “vizio” di Salvini; provare ad essere quello che non è. Così la pensamarco_esposito__2_ Marco Esposito, direttore di Giornalettismo.com, che vede nella gaffe leghista “il tentativo di acquisire una credibilità internazionale che però non riesce ad avere”. Come con la Le Pen, Salvini prova con operazioni del genere a continuare la strada intrapresa dall’operazione fallimentare di “Noi Con Salvini”, l’esperienza che doveva portare la Lega oltre i confini padani. Prova esso stesso a cucirsi addosso la figura di leader nazionale, “ma – spiega Esposito – non riesce a farlo, nemmeno sotto il profilo dei consensi”.

vittorio-zucconiAnche secondo Vittorio Zucconi si tratta di una semplice photo opportunity, un’abitudine per i candidati statunitensi, trasformata dal leader del Carroccio in un incontro politico. “Trump non aveva alcun motivo di dire di non conoscerlo. Quello di Salvini è un atteggiamento che trovo molto provinciale: far credere di essere quello che non si è. Seguo campagne elettorali dal ’76 e ho visto tanti uomini politici, appartenenti a ogni partito, andare ai congressi per mostrare pubblicamente il loro sostegno al candidato destinato a vincere. E lo stesso ha fatto Salvini; ha tentato il colpetto per avere quei 15 minuti di notorietà, ma questa volta l’ha fatta fuori dal vaso…”.

Insomma, chi dei due mente? Difficile dirlo, dati i personaggi – come dire? – eccentrici. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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