Trump minaccia già Cuba: pronto a far saltare l’accordo di Obama

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epa05330603 (FILE) A file picture dated 13 March 2016 shows US Republican presidential candidate Donald Trump waving during a campaign rally in Boca Raton, Florida, USA. According to reports from 26 May 2016, Trump secured enough votes from unbound delegates to win his nomination as the Republican party's official presidential candidate.  EPA/ERIK S. LESSER

Intanto nell’isola è cominciato il lungo addio a Fidel Castro

Mentre le delegazioni di tutto il mondo sono in viaggio verso Cuba, dove è iniziato il lungo addio a Fidel Castro, il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump mette già in discussione l’ordine esecutivo con cui Barack Obama aveva avviato il disgelo con l’isola dopo lunghi decenni di isolazionismo. Che il fascicolo Cuba fosse spinoso per Trump, lo si era capito con il tweet di “giubilo” con cui aveva accolto la scomparsa di Fidel Castro e con quel “brutale dittatore” con cui aveva descritto il leader cubano.

Sempre via Twitter, Trump ha chiarito che “se Cuba non vuole fare un accordo migliore per il popolo cubano, il popolo cubano/americano e gli Usa nel suo complesso, metterò fine all’accordo“.

Intanto, passato lo choc dell’annuncio, i cubani si preparano a una settimana di commemorazioni per rendere omaggio alla figura del comandante della rivoluzione Fidel Castro, l’uomo che dal 1959 ha dominato la politica dell’isola caraibica. Il culmine saranno i funerali del Lider Maximo, che si terranno domenica 4 dicembre a Santiago de Cuba, luogo simbolico della rivoluzione. Prima ci sarà una processione che porterà le ceneri di Fidel dall’Avana a Santiago, distanti 900 km, che sarà il momento forte e mobiliterà milioni di cubani. Dappertutto a Cuba, l’annuncio della morte di Fidel è stato accompagnato da silenzio, in particolare all’Avana, una città normalmente viva, dove la musica è dappertutto e sfida i rumorosi rumori delle automobili.

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