Trump il moderato: il nuovo Presidente eletto ha un nuovo volto

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epa05330603 (FILE) A file picture dated 13 March 2016 shows US Republican presidential candidate Donald Trump waving during a campaign rally in Boca Raton, Florida, USA. According to reports from 26 May 2016, Trump secured enough votes from unbound delegates to win his nomination as the Republican party's official presidential candidate.  EPA/ERIK S. LESSER

Dal suo resort Mar-a-lago di Palm Beach continua a mandare messaggi di moderazione ed aperture, che piacciono molto anche ai mercati

“Si nasce incendiari e si muore pompieri”: il presidente eletto, Donald Trump, inverte la rotta e abbandona la linea dura della campagna elettorale sui temi del clima e della lotta al terrorismo.

In un’intervista al New York Times, Trump manifesta inedite aperture sull’accordo raggiunto a Parigi lo scorso dicembre su clima e spiega anche di non voler perseguire l’ex rivale democratica Hillary Clinton ( “Non voglio infierire, ha già sofferto troppo”) e di non considerare più la tortura utile per combattere il terrorismo. Dal presidente eletto arriva inoltre una condanna per l’estrema destra nazista Usa che ha inneggiato alla sua vittoria e una difesa del suo stratega, il controverso Steve Bannon, dalle accuse di razzismo.

Nel corso dell’intervista, il presidente rassicura inoltre sul suo possibile conflitto di interessi e del genero Jared Kushner, marito della figlia Ivanka e voce di peso nel team di transizione. “Al presidente degli Stati Uniti è permesso avere qualunque conflitto voglia, ma io non voglio averne”, sottolinea Trump, sottolineando tuttavia che Kushner potrebbe aiutare nel processo di pace tra Israele e Palestina.

Dal suo resort Mar-a-lago di Palm Beach, dove trascorrerà le festività del Ringraziamento insieme alla famiglia, continua quindi a mandare messaggi di moderazione ed aperture, che piacciono molto anche ai mercati.

Anche per quanto riguarda le nomine di governo: resta in piedi l’opzione Mitt Romney come Segretario di stato, posizione dichiaratamente ambita anche dall’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, che potrebbe doversi “accontentare” della Dia (Defence Intelligence Agency) mentre la governatrice della Carolina del Sud, Nikki Haley, potrebbe diventare ambasciatrice Usa presso l’Onu. Haley, di origini indiane, la sua è una famiglia sikh immigrata dal Punjab, è la prima donna ad assumere un ruolo di rilievo nella nuova amministrazione Usa in fase di formazione. La governatrice viene indicata come un’esponente dell’ala più intransigente e conservatrice del Partito repubblicano.

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