Trump fischiato in coda al seggio di Manhattan

Usa2016

Il candidato repubblicano sommerso dai fischi all’arrivo nel suo seggio

NEW YORK – Appena la chioma gialla e fluente scende dal suv nero, una valanga di fischi si alza come un’onda dal marciapiede della 56 esima strada tra le Seconda e la Terza avenue. Accanto al salon boutique che si chiama Lips, è stato allestito il seggio elettorale della famiglia Trump che vive a pochi blocchi da qui (sulla Quinta). Ma l’upper east side di Manhattan, la zona più bianca di New York, accoglie a male parole il candidato presidente repubblicano. Fischi all’ingresso quando dalle auto scendono The Donald con la mano ondeggiante, la moglie Melania, l’ex moglie Ivanca e il figlio Jeffrey. Fischi all’uscita, dopo circa venti minuti di attesa. Ma Trump confonde i fischi con gli incoraggiamenti, saluta e ringrazia. Fa di più: sale addirittura sul predellino del suv per farsi vedere da chi sta lontano.

Il fatto è che l’affluenza al seggio è altissima, la coda corre intorno a due lati del block, e non perché qui sarebbe venuto The Donald. USA 2016 potrebbero regalare sorprese in termini di affluenza. Questo è un paese normalmente pigro col voto. Il record è del 2008, la prima volta di Obama (57% degli aventi diritto). Questa volta le novità non ci sono ed entrambi i candidati non hanno appassionato gli elettori. È stata però una campagna che ha diviso molto, ha costretto il Paese a schierarsi e ha toccato toni e argomenti veramente bassi tra i soliti scandali sessuali, gli attacchi personali e la fobia anti immigrati. New York è una roccaforte democrat. Partecipare al voto è un dovere. Ma in tutta al città sono state segnalate code ai seggi. “E questo non è normale, anche per New York” dice Jenny, signora di mezza età in coda col marito sulla 56 esima. È tra le più attive tra i fischiatori.

Ma non tutti condividono. “È una grave mancanza di rispetto” dice Venina, francese diventata cittadina americana nel 2001. “In questa coda sono forse l’unica che vota Trump. Ma non trovo giusto fischiarlo così”. Lei vota The Donald “perché è l’unica vera novità in questo panorama”. Tra i supporter in coda si fa largo anche l’avvocato Thomas Lampson. Che dice: “Donald Trump è stato rovinato dai media, è una bravissima persona, ha le idee chiare. Vedrete che sorprese fuori da New York…”.
Così si sta in coda a Manhattan. Le code sono registrate ovunque. Ai seggi ci sono anche mediatori culturali cinesi e latini.

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