Trump è il candidato repubblicano: “Leader scossi? Una cosa buona”

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FILE - In this Feb. 27, 2016 file photo, Republican presidential candidate Donald Trump pauses during while speaking at a rally in Millington, Tenn. Tough talk about torture is a guaranteed applause line for Donald Trump on the GOP presidential stump. Trump has repeatedly advocated waterboarding, an enhanced interrogation technique that simulates the feeling of drowning. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik, File)

Trump ha superato la soglia dei 1.237 delegati due mesi prima della convention di Cleveland

Donald Trump ottiene la nomination repubblicana e parte alla conquista dell’America. In meno di 12 mesi e senza esperienza politica, l’incontenibile miliardario e’ riuscito a spazzare via 16 rivali ed ad assicurarsi l’investitura del partito per la corsa alla Casa Bianca, superando l dove l’ormai inevitabile incoronazione sara formalizzata.

Il tycoon newyorchese ha umiliato l’establishment del Grand Old Party che in tutti modi ha cercato di ostacolare la sua scalata. Mai nessun repubblicano della storia moderna aveva ricevuto tanti voti alle primarie: “Sono davvero onorato. Dovevamo arrivare a luglio…ed eccomi qua a guadare Hillary che non riesce a chiudere una partita che doveva essere facile”, ha detto Trump dichiarando vittoria durante un comizio a Bismarck, in Nord Dakota, riferendosi alla papabile rivale democratica che non riesce a scrollarsi di dosso Bernie Sanders.

Ma subito c’è stato un scontro a distanza tra il presidente Usa Barack Obama lancia dal G7 giapponese e il tycoon: “Ignorante degli affari del mondo e sprezzante”. In passato il capo della Casa Bianca aveva già attaccato il magnate, ricordando che la presidenza degli Stati Uniti “non è un reality show”, come quelli cui il miliardario era solito fare da mattatore. Ora usa per la prima volta un palcoscenico internazionale, quello del G7, dando voce ai timori che percorrono il mondo, in particolare nei paesi asiatici alleati degli Usa, dopo che Trump ha suggerito a Tokyo e Seul di dotarsi della bomba atomica per difendersi dalla Corea del nord. I leader del G7, ha riferito a margine del summit, “sono sorpresi dal candidato repubblicano. Non sono sicuri di quanto seriamente debbano prendere in considerazione le sue dichiarazioni ma sono scossi dalle sue parole”.

Il miliardario newyorcherse ha risposto: “Se i leader mondiali sono scossi da me è una cosa buona”. Da Bismarck, nel Nord Dakota, ha poi attaccato il presidente: “È inusuale che Obama parli di me durante una simile conferenza stampa ma va bene”, ha osservato Trump. Che poi ha definito “orribile” il lavoro alla Casa Bianca di Obama, che avrebbe consentito a molti Paesi di approfittare degli Usa.

Intanto Trump promette come probabile vice una donna o un esponente delle minoranze e svela la sua svolta a favore dell’industria energetica tradizionale in barba ad ogni preoccupazione ambientale.

Ma la prospettiva di Trump alla Casa Bianca e dell’ affermazione di altri leader demagogici spaventa anche in Europa, come ha rivelato un controverso twitter di Martin Selmayr, braccio destro del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker: “G7 2017 con Trump, Le Pen, Boris Johnson, Beppe Grillo? Uno scenario horror che mostra bene che vale la pena di lottare contro il populismo”.

Una esternazione che ha suscitato un vespaio di polemiche e reazioni, compresa quella via twitter dei 5 stelle: “Con Juncker 122 milioni di poveri, 26 milioni di disoccupati, un paradiso per le lobby e per scandali fiscali”. Obama ha parlato anche delle combattute primarie in campo democratico, evitando ancora una volta di prendere posizione. “Lasciate decidere agli elettori, durante le primarie la gente diventa un po’ scontrosa, è il processo elettorale che lo esige”, ha spiegato. “E’ importante per noi lasciare terminare le primarie in modo tale che i due campi siano orgogliosi di quello che hanno fatto”, ha aggiunto. “Conosco bene Hillary e Bernie, sono persone perbene”, ha proseguito, ribadendo la sua convinzione che i democratici trovino l’unità sul loro candidato perchè “non ci sono enormi differenze di fondo”.

Ma Sanders sta facendo di tutto per marcare la sua differenza da Hillary, anche sulla posizione più equilibrata da prendere verso Israele nella piattaforma della convention, e spera di fare il colpaccio il 7 giugno in California, dove i sondaggi li danno quasi testa a testa.

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