Trump accetta la nomination repubblicana: “Costruiremo un muro per fermare l’immigrazione”

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epa05435989 US Republican nominee for President Donald Trump delivers remarks in the Quicken Loans Arena on the final day of the 2016 Republican National Convention in Cleveland, Ohio, USA, 21 July 2016. Trump formally accepted the nomination of the Republican Party as their presidential candidate in the 2016 election.  EPA/SHAWN THEW

“Agli uomini e le donne dimenticati, che lavorano duro e non hanno voce, dico: io sono la vostra voce”

“Con umiltà e gratitudine accetto la nomination per la presidenza degli Stati Uniti”. Così Donald Trump ha aperto il suo discorso di accettazione dell’investitura del partito repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, uno dei più lunghi mai pronunciati ad una convention. “Chi lo avrebbe creduto quando abbiamo iniziato questo viaggio – ha affermato – e dico noi perché’ siamo una squadra e guideremo il Paese verso la prosperità e la pace”.

Poi si è presentato come il portavoce dei deboli e delle minoranze. “Agli uomini e le donne dimenticati, che lavorano duro e non hanno voce, dico: io sono la vostra voce”. Ha menzionato anche i Lgbt (persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender) come non era mai accaduto durante una convention Gop. “Ogni mattina mi sveglio determinato a garantire una vita migliore alla gente di tutta nazione che è stata dimenticata – ha rimarcato – ignorata e abbandonata”.

Non è mancato l’attacco alla sua avversaria democratica. “Questa è l’eredità  che ci ha lasciato Hillary Clinton: morte, distruzione, terrorismo e debolezza. Ma l’eredità di Hillary Clinton non deve essere l’eredità dell’America”. “Questa Convention si svolge in un momento di crisi per la nostra nazione: attacchi contro la nostra polizia, terrorismo nelle nostre città, minacce al nostro stile di vita. Un politico che non coglie questo pericolo non è adatto a guidare il nostro Paese”, ha avvertito. “L’America è decisamente meno sicura e il mondo è meno stabile da quando Barack Obama ha deciso di mettere Hillary Clinton alla guida della politica estera. Sono certo che si tratta di una decisione di cui si è veramente pentito. Il suo pessimo istinto e la sua cattiva capacità di giudizio, come evidenziato dallo stesso Bernie Sanders, hanno provocato i disastri odierni”, ha insistito il tycoon newyorchese strizzando l’occhio anche ai sostenitori del democratico senatore del Vermont.

L’attuale amministrazione, ha attaccato, ha annullato decenni di sforzi fatti per combattere il crimine. “Lo scorso anno gli omicidi sono aumentati del 17% nelle cinque più grandi città d’America e nella nostra capitale gli omicidi sono saliti del 50%. Il numero degli agenti di polizia uccisi in servizio e’ cresciuto del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Circa 180.000 immigrati illegali, con record criminali e con ordine di espulsione, sono liberi di minacciare cittadini pacifici”, ha sottolineato il magnate immobiliare mentre dalla platea urlavano “costruisci il muro”. Lui non li ha delusi. “Costruiremo un grande muro di frontiera per fermare l’immigrazione illegale – ha promesso – per fermare le gang e la violenza e per fermare la droga nel nostro Paese”. E promette che renderà l’America “di nuovo orgogliosa”, “sicura” e “grande”

“Dobbiamo immediatamente sospendere l’immigrazione da ogni nazione coinvolta con il terrorismo”. Prosegue Donald Trump. “Non li vogliamo – ha rincarato – finché’ non sara’ creato un efficace meccanismo di controllo”. Quanto ai rifugiati siriani e al piano di accoglienza dell’amministrazione di Barack Obama, l’aspirante inquilino della Casa Bianca ha precisato che l’ingresso sarà consentito solo a coloro che “sostengono i valori” americani e “rispettano la nostra gente”. “Il mio piano – ha rimarcato – è l’esatto opposto della radicale e pericolosa politica per l’immigrazione di Hillary Clinton che propone immigrazione in massa e amnistia in massa”.

Immediato  il commento di Hillary Clinton, via Twitter, al discorso di accettazione della nomination pronunciato dal candidato repubblicano Donald Trump: “Non sei la nostra voce. Siamo meglio di così”. 

 

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