Troppi ricorsi. Così Grillo vuole cedere la proprietà del simbolo

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Il Direttorio è andato a Genova per una riunione in cui si è parlato di traghettare di fatto la proprietà del logo al Movimento

Nuova rivoluzione per il M5S. Ieri, giorno del compleanno del fondatore Beppe Grillo, il Direttorio è andato a Genova per una riunione politica storica: il passaggio di proprietà del simbolo M5S che attualmente è riconducibile al leader del Movimento.

A febbraio scorso, il suo nome era venuto meno nel logo, ma la proprietà, a differenza del vecchio marchio che apparteneva a Grillo in persona, è rimasta all’associazione Movimento 5 stelle con sede nello studio legale di Enrico Grillo, nipote di Beppe e noto alle cronache per aver registrato il ‘non statuto’ del M5S.

Nell’incontro con il direttorio a Genova, Grillo e i suoi sono tornati anche su quest’argomento e sulle modalità per traghettare di fatto la proprietà del logo al Movimento. Per il momento tali cambiamenti non sono ancora ufficiali e non sono stati pubblicati in rete, ma ciò che si potrebbe profilare è un passaggio di proprietà del simbolo e forse un cambio di presidenza ora affidata al comico genovese.

Tutto sarà contenuto nel nuovo statuto che dovrebbe essere sottoposto al vaglio della Rete, in nome della cosiddetta democrazia partecipata, elemento fondativo dei grillini. Perni centrali saranno il Direttorio e Davide Casaleggio con l’associazione Rousseau.

Quello che si sa è che fino allo scorso anno, a costituire il consiglio dell’associazione erano composto quattro soci: Grillo, Casaleggio, Enrico Nadasi ed Enrico Grillo. Dopo la morte del cofondatore Casaleggio e il famoso “passo di lato” annunciato da Grillo, il M5S sta cercando di trovare una nuova dimensione e di organizzare in maniera più funzionale la linea di comando. Rientrano in tale panorama anche le riunioni nella sede della Casaleggio associati con i neo eletti e la cessione del simbolo.

A convincere Grillo ci sono sicuramente le possibilità di nuove cause legali dopo i ricorsi degli espulsi che hanno messo in difficoltà i vertici pentastellati. Potrebbero  esserci, infatti, centinaia di espulsi con cui fare i conti con altrettanti i ricorsi potrebbero ed eventuali risarcimenti.

Tra i tanti ribelli anche il caso Pizzarotti è stato al centro della riunione. Il sindaco di Parma sospeso dai 5 Stelle e in attesa da oltre sessanta giorni del verdetto.  E’ certo ormai che a breve arriverà l’espulsione, soprattutto dopo l’attacco frontale che Pizzarotti ha fatto a Di Maio su Twitter: “Più facile incontrare i lobbisti che assumersi le proprie responsabilità”.

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