Trionfo Juve, i cinque uomini chiave (più uno) della rimonta scudetto

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Dopo un avvio difficile, i bianconeri hanno messo in fila una serie mostruosa e hanno fatto fuori, una dietro l’altra, tutte le rivali. Un trionfo di squadra, in cui qualcuno è stato più decisivo di altri

Con la vittoria di Firenze e la contestuale sconfitta del Napoli sul campo della Roma, la Juventus ha vinto con tre giornate d’anticipo il suo 32esimo scudetto, il quinto consecutivo. Non succedeva dagli anni ’30.

Rispetto almeno agli ultimi tre, però, quello di quest’anno ha una storia e un sapore del tutto particolare. Benché partisse, ancora, con i favori del pronostico, infatti, la squadra guidata da Massimiliano Allegri ha avuto una falsa partenza. Dopo 10 giornate di campionato, navigava nelle zone basse della classifica, con soli 12 punti raggranellati. Il passo falso all’esordio con l’Udinese allo Stadium, le battute d’arresto sempre in casa con Frosinone e Chievo, le sconfitte contro Roma e Napoli, l’umiliante 1-0 incassato a Reggio Emilia contro il Sassuolo: tutto lasciava presagire che la regina avrebbe abdicato e le rivali già sognavano di mettere le mani sullo scettro del campionato.

La sconfitta del Mapei Stadium, però, è stata un vero e proprio spartiacque. Le parole di Buffon (“non ho più l’età per fare queste figure da pellegrini”) hanno sortito l’effetto sperato e da lì in poi la Juve è ripartita e non si è più fermata. Da allora ad oggi 24 vittorie e un pareggio in 25 partite. Una marcia mostruosa dietro alla quale le rivali, una ad una, hanno dapprima arrancato e poi inesorabilmente ceduto. Alla fine del girone d’andata erano ancora in cinque squadre racchiuse in pochi punti, si parlava del campionato più combattuto degli ultimi vent’anni. La prima a cedere è stata la Fiorentina, poi la Roma, l’Inter e infine il Napoli di Sarri che dopo la sconfitta nello scontro diretto ha provato per un po’ a reggere il ritmo dei campioni ma alla lunga non ce l’ha più fatta.

Se pensiamo all’impresa compiuta dalla Juve quest’anno, guardiamo in particolare a cinque giocatori che hanno fatto la differenza, prendendo letteralmente la squadra per mano e conducendola al successo.

Gianluigi Buffon L’intramontabile numero 1 bianconero (e azzurro) rappresenta il cuore, l’anima e il cervello di questa squadra imbattibile (almeno in Italia). Le sue parole e il suo continuo esempio sono stati uno sprone per i nuovi arrivati che hanno dovuto sostituire campioni affermati come Pirlo, Vidal e Tevez. Dal punto di vista tecnico, poi, si conferma, a 38 anni il miglior portiere italiano e ancora uno dei due, tre migliori al mondo. I capolavori contro Milan e Fiorentina, nel finale di stagione, rimarranno impressi per molto tempo nella testa dei tifosi.

Leonardo Bonucci Nell’anno in cui gli storici compagni di reparto, prima Barzagli e poi Chiellini, sono stati frenati da diversi problemi fisici, il centrale di Viterbo ha rappresentato il punto fermo di una difesa che in questa stagione ha portato a casa, tra le altre cose, il record di imbattabilità difensiva, superando in questa particolare classifica il Milan di Capello che dominava il mondo negli anno ’90. Il simbolo della sua fantastica annata è il miracoloso salvataggio nella partita-scudetto contro il Napoli, quando levò con un intervento straordinario il pallone dalla testa di Gonzalo Higuain, evitando una rete sicura. Non è un caso che Antonio Conte l’abbia messo in cima alla lista dei desideri da consegnare ad Abramovich per il Chelsea del futuro.

Paul Pogba Il fuoriclasse globale di questa Juventus. Un fisico da cestista Nba, con la corsa di un quattrocentista, l’agilità e l’eleganza di uno schermidore, la classe cristallina dei migliori numeri 10 della storia. L’inizio di campionato stentato della Juve è coinciso con il suo momento di appannamento. D’altronde, anche per un fenomeno come lui non poteva essere semplice ricominciare la stagione senza avere più a fianco gente come Pirlo e Vidal. Da quando, però, è riuscito ad assestare la sua posizione e a prendere la leadership del centrocampo bianconero, il suo strapotere tecnico è stato assolutamente decisivo. Gol, assist, numeri su numeri, una presenza costante e determinante. A 23 anni è già una delle star del calcio mondiale, per questo la Juve se lo vuole tenere stretto.

Paulo Dybala Dopo aver impressionato tutti per quanto fatto nella stagione precedente con la maglia del Palermo, aveva l’ingrato compito di sostituire un campionissimo come Carlos Tevez, sia in campo che nel cuore dei tifosi. L’inizio non è stato entusiasmante, come del resto quello di tutta la squadra. Allegri lo utilizzava con il contagocce e il pubblico non gradiva. Vale però lo stesso discorso fatto per Pogba: da quando ha cominciato a girare lui, la Juve si è trasformata in un rullo compressore. Nella prima stagione in bianconero ha segnato 16 gol (e mancano ancora 3 giornate) risultando decisivo in diversi match-chiave (vedi Roma e Fiorentina). Un sinistro magico, una tecnica sopraffina e soprattutto un’intelligenza tattica fuori dalla norma, che gli ha permesso sempre di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Anche lui 23enne, è il presente e il futuro della Juve.

Mario Mandzukic Arrivato anche lui in estate come sostituto di Fernando Llorente, il “panzer” croato è stato forse la scommessa più interessante e inaspettata vinta da Allegri. Mentre in molti vedevano come indiscussa coppia d’attacco titolare quella composta da Dybala e Morata, il tecnico ha sempre puntato su di lui, nonostante le critiche iniziali. E lui ha ampiamente ripagato la fiducia. In primo luogo arrivando in doppia cifra alla sua prima stagione in Serie A e poi rivelandosi la spalla ideale per tutti, a prescindere da chi gli giocava di fianco. Sotto porta si è sempre fatto trovare pronto e ha messo la sua esperienza (e la sua garra) a disposizione della squadra.

Questi, secondo noi, i giocatori che sono risultati più decisivi per l’incredibile rimonta scudetto bianconera. Assieme a loro, però, non si può non citare un altro uomo che si è rivelato, ancora una volta (a dispetto di alcune critiche ingenerose) un vero vincente.

Massimiliano Allegri Il tecnico livornese, arrivato due anni fa per sostituire Antonio Conte, era stato accolto con scetticismo (usiamo un eufemismo) dall’esigente pubblico juventino. Il suo passato sulla panchina del Milan, le modalità con cui quell’esperienza era terminata, la fama di tecnico con poco carattere: tutti fattori che preoccupavano i tifosi. Questo periodo, però, è durato pochissimo. La scorsa stagione quella della Juve è stata una passeggiata trionfale verso lo scudetto. Quest’anno è avvenuta la definitiva consacrazione per Allegri, che ha guidato la squadra fuori dal momento di difficoltà iniziale, dandole una nuova fisionomia, riuscendo ad adattare i nuovi arrivati al suo gioco (e viceversa) e trovando sempre le motivazioni giuste. Non è un caso se una delle caratteristiche più straordinarie di questa Juve sia la vorace voglia di vincere che mette in campo, come si è visto nell’ultima e decisiva partita di Firenze.

Le motivazioni saranno anche quelle che questa squadra dovrà ritrovare il prossimo anno, quando partirà ancora (indipendentemente da quella che sarà la campagna acquisti delle altre squadre) da strafavorita. Per quest’anno rimane ancora la finale di Coppa Italia contro il Milan il 21 maggio all’Olimpico. L’Europa, purtroppo, la guarderemo tutti in televisione. L’incredibile sconfitta di Monaco, quando l’impresa contro il Bayern sembrava cosa fatta, rimane l’unico rimpianto di una stagione fantastica. Mai come quest’anno sembrava l’anno giusto per centrare anche la vittoria continentale. L’appuntamento è per l’anno prossimo, con una Juve sempre più forte che darà battaglia alle altre grandi del calcio europeo.

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