Treviso, scoperto un nuovo Michelangelo?

Arte
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Si tratterebbe di una crocifissione esposta a Treviso. Lo storico dell’arte Lionello Puppi non ha dubbi, anche se c’è scetticismo tra gli studiosi

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Il Cristo in Croce attribuito a Michelangelo

È Lionello Puppi, storico dell’arte, professore emerito all’università Ca’ Foscari di Venezia nonché curatore della mostra su El Greco che ha luogo in questi giorni a Treviso, a dare l’annuncio. Il Cristo in Croce su tavola lignea, risalente al 1539 ed esposto nel contesto della rassegna, sarebbe opera nientemeno che di Michelangelo Buonarroti; l’opera si è rivelata infatti compatibile con un disegno preparatorio di Michelangelo conservato al British Museum di Londra, secondo Puppi indizio chiarificatore della paternità dell’opera: “mesi di studi e ricerche ci hanno condotto a un risultato incontrovertibile: questa è un opera di Michelangelo che si cercava da anni”.

La comunità degli studiosi si è subito divisa rispetto a tali dichiarazioni: chi sostiene che si tratti di un falso allarme e chi, invece, è possibilista. Il problema dell’attribuzione delle opere di cui non si conoscono i rispettivi autori è un tema che percorre la storia dell’arte negli ultimi due secoli, alternando successi a risvolti piuttosto contraddittori. Figura che si sviluppa nell’Ottocento italiano, periodo ricco di ritrovamenti di opere antiche prive della firma del loro autore, quella dell’“esperto attribuzionista” spesso si è resa protagonista di storici scivoloni; come quando, nel 1984, Giulio Carlo Argan individuò in tre teste di granito, rinvenute sul fondo del Fosso Reale di Livorno, tre sculture di Amedeo Modigliani. In realtà si trattava di una burla: uno scherzo ormai patrimonio della storia del costume nazionale.

 

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