Treni speciali e gruppi di musica popolare per la festa di sabato

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palco

Otto convogli speciali, due voli low cost e 350 pullman. Ma i bersaniani potrebbero non esserci: dipende dall’Italicum

Per via del terremoto è saltata ieri sera anche la riunione al Nazareno di tutto il pool che si sta occupando della manifestazione di sabato a Roma, un super vertice nel quale si sarebbe dovuto fare il punto e la scaletta con Matteo Renzi, che segue personalmente la nascita dell’evento per il Sì al referendum. Ma va avanti a pieno ritmo, nonostante la pioggerella su Roma e il poco tempo, la preparazione della kermesse a Piazza del Popolo, mutuata nello slogan “La piazza è del popolo”.

A condurre sarà Cristiano Bucchi, giornalista di Unita tv. Lo spirito che ispira l’evento è quello della festa popolare, a partire dalla musica. Una scelta simbolica impressa da Renzi, perché a rappresentare e a far sentire unito il “popolo”che ha deciso di votare Sì sia il legame con la tradizione delle tante “Italie”, l’identità territoriale così ricca e poco conosciuta, il “paese”con la p minuscola che compone come un puzzle il Paese con la P maiuscola.

In tutto il territorio le federazioni del Pd si stanno organizzando con il quartier generale Dem al Nazareno. Sono ormai certi i sette treni speciali e 350 pullman da tutta Italia: un treno partirà alle 5,20 da Torino Porta nuova per raggiungere Roma via Genova, una Freccia rossa invece partirà alle 8. Altri treni da Bologna, due da Milano e uno da Venezia, di mattina presto (un altro da Genova); da Salerno fischio alle 8,55 per Roma con fermata a Napoli.

Dalla Toscana si muoveranno «decine di bus», assicura la federazione. Il biglietto dei treni è a prezzo “p olitico”: paghi uno e parti in due. Previsti anche voli low cost dalla Sardegna e dalla Sicilia. Tutti, militanti e cittadini, potranno raccontare il loro viaggio collettivo nei videomessaggi che rimbalzeranno sui tre mega schermi in piazza del Popolo, accanto al super palco trasparente lungo venti metri.

Anche l’idea di non puntare sulle star ma sui gruppi di musica popolare parte dal segretario Pd. A mettere insieme le voci live della manifestazione è Bruno Sconocchia, che è stato il manager di Lucio Dalla, un nome che gli artisti sono stati felici di ritrovare.

Ancora da definire i particolari della scaletta e delle presenze sul palco, saranno l’espressione espressione significativa della società civile: persone come il medico di Lampedusa, Pietro Batòlo e, forse, anche la sindaca Giusi Nicolini. Niente parlamentari, politici e ministri.

Minoranza indecisa

Sul piano politico, però, se l’obiettivo di Renzi è quello di compattare il Pd sulle ragioni del Sì, la minoranza Dem condiziona anche la presenza in piazza all’andamento della trattativa sull’Italicum. La commissione del Pd potrebbe riunirsi oggi o domani, sicuramente «prima di sabato», avevano assicurato ieri Lorenzo Guerini e Ettore Rosato. E prima disabato Gianni Cuperlo si aspetta una mossa positiva. Martedì il leader della Sinistra dem aveva detto, con spirito organico, «io sono un funzionario del Pd, dove mi mettono sto». Poi però ha legato la scelta all’apertura che avrebbe fatto Renzi: «Se il Pd, con la volontà del suo segretario, trova le ragioni dell’unità io alla manifestazione di sabato parteciperò come ho sempre fatto. Se quella piazza sarà il luogo dove sancire una divisione non sarò lì», ha fatto sapere ieri Cuperlo con una nota. Meno dubbiosi i bersaniani, che sono più sul no che sul sì anche nell’andare a piazza del Popolo. Nico Stumpo lo vede poco probabile, e c’è chi dice che «non esiste proprio». Comunque, mai dire mai anche per Bersani, la minoranza informa che oggi o domani ufficializzerà Vado o non vado?…

Via il doppio turno?

La seconda riunione della commissione non sarà risolutiva, intanto Guerini, vicesegretario Pd, sta consultando le altre forze, almeno della maggioranza di governo. Il punto di incontro può essere l’eliminazione del ballottaggio, il cardine della legge. Uno dei punti indicati da Renzi e votati in direzione, nonostante ci tenesse molto. Nei confronti informali sono emerse le diverse posizioni tra partiti, ma è possibile arrivare a un punto d’incontro, è l’idea di Guerini.

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