Trendy ed elegante, la moda islamica sbarca in Europa

Economia
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La “moda Halal” per le donne islamiche promette guadagni stratosferici da 500 miliardi di dollari

Giovani, ricche e alla moda. Sembra essere questo l’identikit delle ragazze musulmane del futuro.

Non sorprende quindi che sempre più stilisti e designer siano interessati ad attrarre questa fetta di mercato.
Ultimi, solo in termini di tempo, Dolce&Gabbana che hanno presentato una linea completamente dedicata alla moda islamica “Abaya Collection”.

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Una scelta intelligente se si pensa che, secondo i dati pubblicati nel rapporto “The Global Islamic Economy” di Thomson Reuters, i consumatori musulmani spenderanno 484 miliardi di dollari americani nei prossimi due anni.

Solo due anni fa la stessa spesa globale si attestava su una cifra ben inferiore: 266 miliardi di dollari, pari a 236 miliardi di euro circa. Questo fa ben capire quali sono le potenzialità di un mercato ancora poco esplorato.

La geografia dello shopping da parte della clientela islamica, a differenza di quanto si può immaginare, non tocca soltanto la fascia mediorientale, ma coinvolge molti paesi “inaspettati”. A guidare i consumatori musulmani sono la Turchia la cui spesa annua nel 2013 è stata di 39 miliardi di dollari, gli Emirati Arabi Uniti (22,5 miliardi di dollari) e l’Indonesia, (18,8 miliardi). A seguire Iran (17,7 miliardi), Arabia Saudita(16 miliardi) e Nigeria (14,4 miliardi).

Ma anche in Europa sta spopolando: nel 2012 i musulmani che si trovavano in Germania, Francia, Regno Unito e Nord America hanno speso collettivamente 22 miliardi di dollari circa per il vestiario e le scarpe.

Il crescente interesse che i mercati stanno rivolgendo all’abbigliamento femminile ha portato molte aziende ad attrezzarsi per incontrare le esigenze della clientela osservante: marchi come Dkny e Oscar de la Renta, ma anche Zara, Uniqlo e Mango hanno lanciato collezioni di capi realizzate appositamente per il periodo del Ramadan.

L’unica caratteristica richiesta è che sia “halal“, cioè che segua i precetti dell’Islam. Il che non vuol dire burqa o lunghe tuniche nere ma anzi veli colorati e gioielli appariscenti per accontentare un pubblico sempre più trendy e fashion.
E chissà che “vestire halal” non diventi di moda anche in Italia!

 

 

 

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