Tre seminari per preparare il Pd alle prossime sfide

Festa de l'Unità
Il vicesegretario del Partito Democratico, Lorenzo Guerini (D), con Andrea De Maria alla festa nazionale dell'Unità per il 70/mo della Liberazione a Bologna, 21 aprile 2015.
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

In una Festa de l’Unità dedicata soprattutto alle riforme, sabato e domenica i dem organizzano tre seminari per discutere di partito, comunicazione e Sud. E sabato sera confronto sul palco tra tutte le componenti interne

INVIATO A MILANO – La Festa de l’Unità si avvicina alla chiusura. L’edizione di quest’anno della kermesse è stata dedicata quasi integralmente alle riforme, almeno per quanto riguarda gli appuntamenti sul palco principale. Molto seguiti sono stati fin qui anche gli appuntamenti della sala chiamata “Prospettive”, dove hanno trovato invece grande spazio i temi legati alla città di Milano, tra quelli amministrativi e l’avvicinamento alle primarie e alle elezioni del prossimo anno.

Solo negli ultimi giorni alla festa si parlerà di Pd. E lo si farà soprattutto con lo strumento del seminario. Ne sono stati organizzati tre: uno sul Sud, coordinato da Debora Serracchiani, uno sulla comunicazione, con Alessia Rotta, e uno proprio sul partito, con Andrea De Maria a coordinare e Lorenzo Guerini a trarre le conclusioni. A questi si aggiunge anche la festa dei Giovani democratici, dedicata proprio alla riforma dell’organizzazione.

A discutere di Mezzogiorno ci saranno amministratori, rappresentanti istituzionali e dirigenti del partito, ma non il governatore campano Vincenzo De Luca, che ha già fatto sapere che preferisce concentrarsi sul governo della propria Regione: “Un dibattito in meno non farà male alla salute”, ha commentato. Dalla festa di Milano, i dem inizieranno “a predisporre il masterplan per il Mezzogiorno che abbiamo annunciato“, ha spiegato oggi Serracchiani a Repubblica.

Il seminario sulla comunicazione segue l’appuntamento che si è tenuto a luglio al Nazareno e vedrà protagonisti non solo i responsabili del settore del partito, ma anche quelli dei gruppi parlamentari di camera, senato e parlamento europeo e i rappresentanti degli strumenti comunicativi legati al Pd.

Ma è soprattutto sul partito che sono stati concentrati gli sforzi organizzativi, con un seminario in diviso in due sessioni e ben dieci tavoli di lavoro su diversi temi legati all’identità e alla strutturazione del Pd: storie e culture politiche costituenti; l’appartenenza al Pse e la proiezione internazionale; il finanziamento della buona politica; formazione e selezione delle classi dirigenti; immaginare e raccontare la politica; partito, governo, istituzioni; gli strumenti della partecipazione: circoli, primarie, la rete; la forma partito: organizzazione, Statuto, articolo 49; questione morale: la politica e il potere; non solo quote: la piena cittadinanza.

A organizzare l’appuntamento sono la presidenza del partito, i dipartimenti formazione e organizzazione, in collaborazione con i Gd e i Democratici di Milano e della Lombardia. Gli iscritti a partecipare ai lavori sono 547, ai quali si aggiungeranno un centinaio di GiovaniDem.

Si tratta di una tappa di un lavoro che il Pd ha iniziato già nel novembre 2014, con la creazione di uno specifico gruppo di lavoro coordinato da Matteo Orfini e Lorenzo Guerini, nel quale sono rappresentate tutte le componenti del partito. Con questo seminario, i dem intendono allargare il confronto anche alla “base”, tanto che i risultati dei tavoli di lavoro saranno poi girati proprio al gruppo insediato al Nazareno. Qui sarà fatta la sintesi che porterà a un’assemblea nazionale che avrà il compito di approvare le nuove regole interne, a partire dalle modifiche dello Statuto, entro la fine dell’anno.

Ma la discussione sul partito avrà anche un appuntamento più aperto. Sabato sera, infatti, sul palco della festa saliranno Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Roberto Speranza e Gianni Cuperlo. Si tratta dell’unico dibattito della kermesse che non solo è dedicato proprio al Pd, ma nel quale sono anche rappresentate le principali anime interne di maggioranza e minoranza. L’appuntamento è per le 21 e sarà trasmesso in diretta su Unità.tv, come tutti gli altri eventi che si svolgono sul palco centrale della festa. Poi, ovviamente, sarà la chiusura di Matteo Renzi, fissata per domenica alle 16, a tirare le fila della discussione, sia quella interna, sia soprattutto quella rivolta al paese.

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