Trattati di Roma: la firma dei 27 rilancia la Ue – Video

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La cerimonia per i 60 anni dei Trattati di Roma, Mattarella: “I prossimi dieci anni saranno cruciali”

Oggi si commemorano i 60 anni dei Trattati di Roma, prima pietra dell’Unione Europea e i 27 leader dei paesi europei si sono ritrovati, intorno alle 10 prima in Campidoglio, per la commemorazione solenne dei Trattati, poi al Quirinale ospiti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Non una semplice ricorrenza ma una nuova ripartenza visto che la Ue attraversa una crisi dovuta alle spinte populiste e euroscettiche che percorrono i 27 paesi aderenti. Senza contare lo scossone dovuto alla Brexit che, a partire dai prossimi giorni, porterà il Regno Unito fuori dall’Ue.

Nonostante tutto oggi con le ventisette firme si è rinnovato l’impegno dell’Europa unita. La Dichiarazione di Roma ripercorre i risultati ottenuti dall’Unione, presenta le sfide correnti e sancisce l’impegno a lavorare per l’unità a 27 e a rafforzare l’azione comune in settori strategici chiave, a vantaggio dei cittadini.

ue trattati“L’Unione europea sceglie di ripartire, abbiamo la forza per farlo”: ha detto il premier italiano Paolo Gentiloni, nel corso delle celebrazioni. “Abbiamo la forza del libero scambio, il vero antidoto contro il risorgere dei protezionismi. Abbiamo la forza della democrazia, della libertà e dei diritti umani. Dobbiamo però garantire crescita, investimenti, politiche migratorie comuni”, ha aggiunto Gentiloni, che ha rimarcato come serva il coraggio di voltare pagina, abbandonando la visione di un’economia a volte lasciata all’arbitrarietà. “E’ necessario puntare sulla cooperazione rafforzata, ove possibile”, ha detto ancora il premier italiano, che ha poi ricordato come finita la guerra le nazioni d’Europa avviarono un cammino ideale e spirituale. “In quell’Europa divisa, statisti di paesi diversi cominciarono a costruire: non dividere, ma unire e cooperare per il bene comune”, ha affermato Gentiloni, sottolineando i principi alla base dell’Unione europea. “Oggi celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori: la prova la offrono i ventisette rappresentanti degli stati presenti qui a Roma, che dimostrano la strada fatta dall’Ue”, ha affermato il primo ministro, che ha spiegato poi come dai Trattati di Roma si sia arrivati a un vasto mercato europeo e alla terra dei diritti sociali. Gentiloni ha poi parlato delle sfide che l’Europa è costretta ad affrontare: “La globalizzazione con i suoi complicati squilibri, la crisi economica internazionale, i flussi migratori, l’instabilità della regione che ci circonda. A tutto questo l’Europa si e’ presentata con troppi ritardi: l’Europa si è fermata e questo ha creato una crisi di rigetto dell’opinione pubblica”, ha concluso il premier italiano.

Per il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk “L’Unione deve essere, dopo Roma, più di prima, un’Unione degli stessi principi, un’Unione con una sovranità esterna, un’Unione unità politica”. Per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, l’Europa che riparte deve essere ancora più orgogliosa di quella dei padri fondatori, ora che la situazione è così fragile: “Solo rimandendo uniti saremo all’altezza della sfide che ci attendono”.

Serve un’Europa mobile, che reagisca alla sfide e trovi soluzioni ai grandi problemi: ha detto il premier maltese Joseph Muscat, presidente di turno del Consiglio dell’Ue. “L’Europa senza questo progetto non avrebbe portato sviluppo, i paesi sarebbero più deboli”, ha aggiunto, rimarcando come gli strumenti economici siano stati utili.

“Le istituzioni europee dovrebbero ascoltare di più i cittadini europei”  ha detto invece nel suo intervento la prima cittadina di Roma Virginia Raggi, aggiungendo che “dobbiamo realizzare una comunità solidale, la finanza non è tutto. Un’Unione solo economica non può durare”. Secondo Raggi, che ha citato anche Papa Francesco, “noi sindaci siamo definiti primi cittadini: per questo, anche nei luoghi delle decisioni, dobbiamo fare sentire forte la voce di chi chiede più lavoro, più inclusione sociale, più sicurezza. I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale, attraverso strumenti di democrazia diretta”. La sindaca pentastellata ha criticato il trattato di Dublino sui richiedenti asilo, che secondo Raggi “deve essere rivisto”.

La discussione sulla riforma dei trattati europei non sarà semplice, ma la dichiarazione di oggi segna inizio di una fase costituente. Queste le parole del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, durante il discorso tenuto al Quirinale. “L’architettura dell’Ue andrà’ ripensata”, ha spiegato Mattarella, perché le sfide del mondo attuale pongono la necessita’ di rilanciare gli obiettivi del progetto comune europeo. “I prossimi dieci anni saranno cruciali”, secondo il presidente della Repubblica, convinto altresì che “i valori di apertura, solidarietà tra popoli, tolleranza, affermazione dei principi di libertà e democrazia”, permetteranno il “salto di qualità dell’Ue di cui abbiamo bisogno”.

 

 

 

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