Totti, leggenda continua

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Roma's Francesco Totti (C) jubilates with his teammates after scoring the goal 3-2 during the Italian Serie A soccer match AS Roma vs Torino FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 20 April 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il capitano giallorosso entra in campo all’ottantaseiesimo e in 3 minuti ribalta la partita facendo vincere la sua Roma

Totti, ancora Totti, sempre Totti. Da mesi ormai, non solo a Roma, non si parla d’altro, Totti sì, Totti no. Per il popolo giallorosso il numero 10 è molto di più di un giocatore, molto di più di un capitano, è un’icona. Totti è la Roma e la Roma è Totti. Il discorso però è molto complicato, il capitano giallorosso a settembre varcherà la soglia dei 40 e pensare di costruire una squadra che ruoti intorno a lui impensabile, come d’altra parte è impensabile vedere il capitano giallorosso relegato in panchina e costretto a giocare per 10/15 minuti a partita.

Nelle ultime 3 partite Totti ha salvato la Roma da quelle che potevano essere 3 sconfitte: prima l’assist a Salah che ha firmato 1 a 1 contro il Bologna, poi il gol del 3 a 3 a Bergamo contro l’Atalanta e infine la doppietta contro il Torino che ha permesso ai giallorossi di ribaltare la partita.

Totti, due minuti e mezzo da leggenda: lacrime all’Olimpico – Video Sky Sport HD

Di Totti si è scritto di tutto, e naturalmente si sono formati gli schieramenti sia tra la stampa che tra i tifosi. Non è facile scrivere un’opinione sul capitano giallorosso, la logica consiglierebbe di propendere per la fine della carriera di questo straordinario giocatore, ma qui si va oltre la logica. Ogni volta che qualcuno lo da per finito, il capitano giallorosso come l’araba fenice rinasce. Ora il problema per Spalletti sarà tenerlo fuori nelle prossime partite, il pubblico è tutto dalla sua parte, e ogni volta che entra in campo i decibel del tifo romanista si alzano, portando anche il resto della squadra a migliorare le proprie prestazioni.

Sulla Gazzetta dello Sport Giancarlo Dotto scrive un pesante articolo contro Totti, sostenendo che il capitano giallorosso sta “uccidendo la Roma”, e che lui “non è romanista, ma il primo tottista”. Secondo lo scrittore e giornalista il “pupone” ha contribuito ad “eliminare tutti i suoi allenatori”. In effetti ieri sera la gran parte delle domande fatte a Luciano Spalletti vertevano sul capitano, e l’allenatore giallorosso ha dovuto ammettere che Totti è ancora un bene per la Roma. “Mancava poco perché la storia di Francesco Totti diventasse una storia perfetta – continua nel suo articolo Dotto – ma quel poco è la cruna di un ago, una montagna da scalare. L’addio di Totti è il più lungo, estenuante funerale annunciato della storia del calcio”.

Maurizio Crosetti su Repubblica scrive: “Il paroliere di Francesco Totti torna ad essere Omero, due gol in tre minuti e stavolta sarà più difficile dire che la Roma non l’ha salvata lui”. Come dare torto al giornalista di Repubblica, ma quello che più colpisce è quanto scrive poco più avanti: “Gloria a Totti, ma questi spaventosi e scintillanti sussulti di vita renderanno ancora più complicato il nodo da sciogliere, la gestione dei quarant’anni, la dialettica del Tempo sovrano”.

Il Tempo sovrano, una dura realtà che non potrà essere ignorata ancora per molto dal capitano giallorosso, che sia quest’anno o il prossimo. D’altronde altri grandi campioni coetanei o più giovani di Totti come Nesta, Gattuso, Zambrotta, Ambrosini hanno già da tempo appeso le scarpette al chiodo, altri come Gerrard, Lampard e Pirlo invece hanno deciso di continuare la propria carriera nella Major League, dove i ritmi di gioco e lo stress sono molto minori.

Però oggi è ancora il tempo della gloria e come un imperatore tornato vincente da una campagna anche per Totti è il momento di godersi il clamore del popolo romano. Del domani si discuterà in seguito, sapendo tuttavia che il segno che ha lasciato è indelebile e quasi impossibile da replicare.

 

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