“Torturatelo!”. E Wind ritira lo spot che offende la memoria di Regeni

Diritti umani
Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Grazie all’intervento di associazioni come Amnesty e Antigone la compagnia telefonica ha deciso di sospendere lo spot

“Torturatelo!”, grida una voce fuori campo. E Giorgio Panariello, legato a una sedia, a quel punto inizia a parlare. E’ questo il contenuto dell’ultimo spot Wind che la compagnia ha ritirato da Youtube e Facebook e successivamente ha sospeso anche la sua programmazione in tv dopo le critiche da parte di diverse associazioni per i diritti, prime fra tutte Antigone Amnesty International e Articolo 21 e dopo la segnalazione fatta dalla stessa famiglia di Giulio Regeni, che ha giudicato la pubblicità decisamente offensiva.

Si tratta di uno spot che fa parte di una serie di episodi in cui Panariello insieme all’attore Giovanni Esposito fuggono da un gruppo di spie che cercano di carpire da loro le ultime offerte della compagnia telefonica.

“La tortura è un crimine contro l’umanità – avevano commentato anche da Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale – uno dei più orrendi. Per questo crediamo che usare il tema con ‘leggerezza’ non aiuti, anzi ostacoli l’impegno che da decenni mettiamo in campo per i diritti umani e contro la tortura stessa. In molti paesi la tortura viene praticata, compresa l’Italia dove da quasi un trentennio aspettiamo una legge che la punisca. In queste ore e questi giorni stiamo piangendo la scomparsa di Giulio Regeni, nostro connazionale, ucciso in Egitto dopo essere stato brutalmente torturato”.

La pubblicità era stata girata prima della morte e del ritrovamento del corpo del ricercatore italiano al Cairo, ma a rispondere ci pensa il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury che da Twitter e dal sito di Articolo 21 chiede: “Perché? Tempo fa non c’erano stati Cucchi, Aldrovandi, Bianzino, Uva, Ferrulli, Magherini, Mastrogiovanni, i torturati di Bolzaneto e altri ancora?”.

 

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