Cultura, infrastrutture, legalità: l’impegno del governo per il Sud diventa realtà

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Il presidente del Consiglio a Reggio Calabria e in Sicilia per firmare i Patti con le città e le Regioni per rilanciare le infrastrutture nel Mezzogiorno

riace“Serve la determinazione e il coraggio di un’Italia che dice sì e che sa provarci”. Matteo Renzi ha presenziato oggi alla cerimonia d’apertura del nuovo museo archeologico di Reggio Calabria, che conserva, tra i numerosi reperti anche i Bronzi di Riace. Il museo, ha specificato Renzi, è il simbolo di un Paese che chiude tutti i cantieri aperti, termina le opere e riparte. Assieme a lui, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà. Entrambi hanno definito “storica” questa giornata. Giornata in cui, tra l’altro, sono stati firmati i Patti con il governo. “Oggi, nella Sala dei Bronzi di Riace, abbiamo sottoscritto il Patto per la Calabria e quello per la Città metropolitana di Reggio Calabria. Questi strumenti servono per il futuro di questa regione”.

Nel pomeriggio Renzi è volato in Sicilia per la firma dei Patti con il sindaco di Catania Enzo Bianco e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Sulla strada tra Catania e Palermo, Renzi, accompagnato dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e del presidente Anas Gianni Vittorio Armani, ha partecipato alla cerimonia di riapertura della carreggiata in direzione Palermo del viadotto “Himera”, sull’autostrada A19 Palermo-Catania. E’ stato il premier a dare il via libera al personale Anas attraverso un apparecchio radio: “Potete aprire. Grazie”. Nell’aprile del 2015, il viadotto in direzione Palermo era stato chiuso in via prudenziale, in seguito ad un movimento franoso che aveva seriamente danneggiato l’adiacente viadotto in direzione Catania. “Prendiamo l’impegno: mai più scandali come quelli a cui abbiamo assistito, mai più viadotti che crollano, non ci sono i cittadini di serie A al Nord e di serie B al Sud, c’è l’Italia tutta intera”.

Ultima tappa della giornata: Palermo. Il presidente del Consiglio, nel giorno dell’anniversario della morte di Pio La Torre, ha voluto ricordare l’ex segretario del Partito Comunista siciliano, vittima della mafia insieme a Rosario Di Salvo.

Il Presidente del Consiglio ha poi incontrato il sindaco Leoluca Orlando per firmare, nel deposito del tram Roccella, il Patto per Palermo. “Staremo con il fiato sul collo del sindaco – ha detto Renzi – e lo stesso faremo con la Regione”. L’accordo prevede interventi per oltre 770 milioni di euro di cui 330 a carico dello Stato.”Se manteniamo le opere -ha chiarito Renzi – se mettiamo a posto i viadotti, se ci rendiamo conto che anche i cittadini siciliani hanno diritto ad un servizio ferroviario con l’alta velocità come accade al nord, se mettiamo fine alla tragicomica vicenda della Salerno-Reggio Calabria, se cioè facciamo l’ordinaria amministrazione, allora ci renderemo conto che l’Italia non finisce a Salerno, l’Italia non si ferma prima della Sicilia. Dobbiamo recuperare decenni di ritardo, l’Italia ha diritto di avere l’alta velocità da Nord a sud”.

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