Torna lo spettro e-mail gate per Hillary, ad un passo dal voto

Usa2016
clinton

Intanto è il momento dei repubblicani per tornare a sperare

«Un grande giorno della nostra campagna è appena diventato anche migliore». Kellyanne Conway, manager della campagna di Donald Trump cinguetta felice su Twitter.

Non poteva esserci notizia più felice, a 11 giorni dalle elezioni, mentre il repubblicano è sempre dietro nei sondaggi e le casse sono vuote, e spunta un’altra miss – stavolta è Miss Finlandia – a raccontare di quella volta che lui le toccò il sedere mentre aspettavano di entrare in scena al «The Late Show» di David Letterman, nel 2006.

Torna lo spettro dell’emailgate per Hillary Clinton, spettro che ha aleggiato per tutta la campagna e che sembrava se non dimenticato – e come sarebbe stato possibile con Trump che lo ricorda ogni giorno? -almeno passato in subordine, da quando a luglio l’Fbi aveva messo la parola fine sull’inchiesta.

Con una reprimenda, è vero, perché Hillary è stata imprudente nell’usare un server di posta privato invece che di quello governativo per le 60mila mail spedite e ricevute in quattro anni al Dipartimento di Stato. A rigore quella che si apre è una nuova inchiesta.

James Comey, il direttore dell’Fbi, ha fatto sapere in una lettera al Congresso che verranno aperte indagini per controllare nuove mail dell’allora segretaria di Stato, email che non si conoscevano qualche mese fa e che ora – questo Comey non lo dice ma è quello che tutti pensano – sono venute a galla grazie a Wikileaks e «sembrano pertinenti alle indagini».

L’Fbi dovrà «verificare il contenuto di queste email per accertare se contengano o meno materiale classificato» e per soppesarne la «rilevanza». Comey avverte però che al momento non può dire se si tratta di documenti significativi né tanto meno prevedere i tempi per gli accertamenti dovuti.

Per Hillary, che navigava con il vento in poppa, è un macigno sulla strada per la Casa Bianca, proprio ora che i pezzi sembravano andare ordinatamente al loro posto dopo una campagna faticosa già dalle primarie. Trump non può che esultare e in fatti non perde un minuto di tempo.

Dopo aver dato a Hillary della bugiarda e dell’imbrogliona ogni volta che ha pronunciato il suo nome, il magnate che sembrava destinato ad una rovinosa caduta oggi rialza il ciuffo biondiccio e osa sperare ancora. «La corruzione di Hillary Clinton ha raggiunto un livello senza precedenti, non dobbiamo permetterle di portare il suo schema criminale nello Studio ovale», ha detto il candidato repubblicano in un comizio in New Hampshire, mentre la folla ringalluzzita dalla notizia scandiva «sbattila in cella». Trump, che ha sempre usato toni offensivi nei confronti dell’Fbi, stavolta ha riconosciuto il «coraggio di correggere l’orri – bile errore fatto». «È stata una grave ingiustizia che tutti ora sperano sia corretta», ha detto.

Da parte democratica c’è silenzio. Hillary che era in volo, ha appreso la notizia non appena atterrata in Iowa per un evento elettorale: nel suo discorso non ne accenna mai, parla di donne, di come Trump le vorrebbe a casa e sottomesse. No comment dalla Casa Bianca e dal Dipartimento di Stato, mentre la nuova inchiesta fa correre un brivido di gelo a Wall Street: ripercussioni sui mercati finanziari americani, il dollaro perde quota, la Borsa in calo annulla i guadagni legati all’effet – to Pil, cresciuto nel terzo trimestre al passo più veloce da due anni.

Fonti ufficiali fanno sapere che le nuove e-mail non provengono dal server privato usato da Hillary quando era segretaria di Stato – e già questo sembra in contraddizione con la ragione primaria dell’inchiesta, ossia la possibile divulgazione di segreti di Stato attraverso l’uso incauto della posta. Le prossime ore aggiungeranno dettagli.

Intanto è il momento dei repubblicani per tornare a sperare. Il presidente del partito repubblicano Reince Priebus si concede una sottolineatura di peso: l’indagine aperta adesso «mostra quanto seria deve essere questa scoperta», insomma c’è roba grossa. E Paul Ryan, speaker della Camera, chiede «la sospensione di tutti i briefing classificati per Hillary Clinton». La partita è di nuovo aperta.

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