Torna l’autunno caldo. Studenti in piazza in tutta Italia

Scuola
manifestazione-scuola

Studenti in piazza in 70 città italiane per manifestare contro la riforma Buona scuola

Al via la giornata nazionale di protesta degli studenti contro la “Buona Scuola” del governo Renzi. Sit-in, cortei e manifestazioni sono previsti nelle principali città italiane, da Milano a Napoli, da Venezia a Roma.

 

“Non chiediamo il futuro ci prendiamo il presente”: è questo lo striscione rosso che apre il corteo degli studenti romani partito da piazzale Ostiense e diretto verso il ministero della Pubblica istruzione.

Molte le bandiere rosse e le magliette con l’immagine di Che Guevara, tanti cantano Bella Ciao e Bandiera rossa, qualche pugno chiuso alzato.

“Manifestiamo oggi in tutta Italia contro le dichiarazioni del premier Renzi che vede nelle mobilitazioni studentesche una liturgia”, dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale Unione degli Studenti. “Abbiamo consegnato le banane al Miur e siamo oggi in piazza perché il cambiamento proposto dal premier non rappresenta la nostra idea di scuola e di Paese. Vogliamo un Paese che si evolva davvero, come rappresentano le maschere da scimmia da noi simbolicamente utilizzate, un nuovo statuto dei diritti degli studenti e la possibilità di decidere direttamente come studenti sulle deleghe in bianco della “Buona scuola“, riforma che ha creato solo disastri nell’organico dei docenti, nell’alternanza scuola-lavoro, nella governance scolastica, nell’imposizione di meccanismi valutativi iniqui.”

Roma, 7 ott. (askanews) - “Manifestiamo oggi in tutta Italia contro le dichiarazioni del premier Renzi che vede nelle mobilitazioni studentesche una liturgia“, dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale Unione degli Studenti. “Abbiamo consegnato le banane al Miur e siamo oggi in piazza perché il cambiamento proposto dal premier non rappresenta la nostra idea di scuola e di Paese. Vogliamo un Paese che si evolva davvero, come rappresentano le maschere da scimmia da noi simbolicamente utilizzate, un nuovo statuto dei diritti degli studenti e la possibilità di decidere direttamente come studenti sulle deleghe in bianco della “Buona Scuola”, riforma che ha creato solo disastri nell’organico dei docenti, nell’alternanza scuola-lavoro, nella governance scolastica, nell’imposizione di meccanismi valutativi iniqui.”  	 	“Anche gli universitari di Link sono oggi in piazza per un’università accessibile a tutti”, dice Andrea Torti, Coordinatore Nazionale di Link - Coordinamento universitario. “Oggi il calo di immatricolazioni universitarie dimostra l’iniquità esistente nel nostro Paese. Mentre Renzi prepara misure propagandistiche per pochi in continuità con le politiche universitarie degli ultimi anni, noi rivendichiamo università gratuita e diritto allo studio per tutti”.  	 	“Siamo in piazza come studenti per il No alla riforma costituzionale", afferma Martina Carpani, coordinatrice nazionale Rete della Conoscenza. “Una riforma che non è utile al Paese che ha oggi altre priorità e che serve solo a velocizzare le scelte che i poteri forti prendono lontano dai bisogni dei cittadini e dei territori che hanno già subito abbastanza la crisi. Oggi gridiamo in piazza 'ora basta! Decidiamo NOi' perché mentre i palazzi si chiudono sempre più, è arrivato il momento di riprendere dal basso il diritto di decidere”.

“Anche gli universitari di Link sono oggi in piazza per un’università accessibile a tutti”, dice Andrea Torti, Coordinatore Nazionale di Link– Coordinamento universitario. “Oggi il calo di immatricolazioni universitarie dimostra l’iniquità esistente nel nostro Paese. Mentre Renzi prepara misure propagandistiche per pochi in continuità con le politiche universitarie degli ultimi anni, noi rivendichiamo università gratuita e diritto allo studio per tutti”.

“Siamo in piazza come studenti per il No alla riforma costituzionale”, afferma Martina Carpani, coordinatrice nazionale Rete della Conoscenza. “Una riforma che non è utile al Paese che ha oggi altre priorità e che serve solo a velocizzare le scelte che i poteri forti prendono lontano dai bisogni dei cittadini e dei territori che hanno già subito abbastanza la crisi. Oggi gridiamo in piazza ‘ora basta! Decidiamo NOI perché mentre i palazzi si chiudono sempre più, è arrivato il momento di riprendere dal basso il diritto di decidere”.

Vedi anche

Altri articoli