Torna la crescita nel terzo trimestre

Economia
FOTO IPP/IMAGO/Bild13 LAVORO LAVORATORI INDUSTRIA NELLA FOTO UN GIOVANI LAVORATORE ALLLA CATENA DI MONTAGGIO DI UNA CASA AUTOMOBILISTICA WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET Italy Photo Press

Ora le stime del governo su base annua (+0,8%) risultando decisamente alla portata dell’economia italiana

Il Pil riparte nel periodo luglio-settembre (terzo trimestre dell’anno) e sale dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (nel quale invece era rimasto invariato).

Un dato degno di nota – diffuso stamane dall’Istat – che fa prevedere un aumento del Pil su base annua superiore alle aspettative del governo (+0,8%), ora facilmente raggiungibili. Nonostante infatti manchi l’ultimo trimestre, la variazione acquisita del Pil, dopo nove mesi, ha raggiunto già quella stima, lo 0,8%. Tra l’altro l’istituto di statistica oggi ha rivisto al rialzo anche i dati precedentemente diffusi sul Pil del primo trimestre (cresciuto dello 0,4% anziché lo 0,3%).

Per il momento quindi, dopo la battuta d’arresto del precedente trimestre, la crescita sembra aver ripreso slancio dando un cenno positivo (anche se non ancora sufficiente). Un segnale peraltro prevedibile considerando gli ultimi dati diffusi dall’Istat sulla produzione industriale: nel periodo luglio-settembre – gli stessi mesi in cui viene misurato il Pil diffuso oggi – si è registrato un forte aumento dei livelli di produzione (+1,2% rispetto al trimestre precedente). Tanto che alcuni analisti nei giorni scorsi avevano aumentato le stime del Pil italiano. D’altra parte la gelata del secondo trimestre, nelle motivazioni evidenziate dallo stesso Istituto di statistica, era legata proprio a una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, mentre risultavano in aumento i comparti dei servizi e dell’agricoltura.

Ma l’incremento di cui si parla oggi, spiegano dall’Istat, oltre al miglioramento dell’industria arriva anche grazie a “un contributo ampiamente positivo” della domanda interna.

Certo, l’economia ancora non decolla come dovrebbe e a detta della Commissione europea – lo ha messo nero su bianco qualche giorno fa – ciò è legato a strette condizioni di finanziamento e incertezza. Incertezza associata, ad esempio, all’appuntamento referendario del 4 dicembre, sul cui esito però non è dato sapere quanto (e se) influirà il dato diffuso stamane.

Ma al di là dei risvolti politici, la crescita registrata oggi è apprezzabile anche se viene relazionata alle altre economie europee: risulta superiore allo 0,2 di Francia e Germania. E a proposito dei rapporti con l’Europa, domani arrivano le valutazioni sulla legge di Bilancio, su cui però il giudizio definitivo resterà sospeso fino all’inizio del 2017. È chiaro che se il nostro Pil dovesse salire più del previsto, il deficit e il debito pubblico diminuirebbero di conseguenza, visto che vengono calcolati proprio sulla base del Prodotto interno lordo. Cosa che permetterebbe di spendere, più in là, risorse utili per dare nuovo slancio all’economia italiana.

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