Torino, bene Fassino ma il ballottaggio con il M5S resta un rischio

Amministrative
Il candidato sindaco Piero Fassino durante la conferenza stampa sull'esito delle votazioni presso il Comune, Torino, 6 giugno 2016 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

La destra spappolata e il flop di Airaudo lasciano aperto qualsiasi scenario. Ma il sindaco dem rimane in pole position per la riconferma

20160606_Torino_9_30Non è stato il testa a testa che si temeva, ma per Piero Fassino il secondo turno non sarà certamente una passeggiata. Il sindaco uscente ha ottenuto ieri una buona affermazione, raggiungendo il 41,9% e staccando di oltre dieci punti la cinquestelle Chiara Appendino (30,8%). Tuttavia, lo spappolamento del centrodestra e lo scarso valore aggiunto che possono portare i voti in uscita dall’altra candidatura di sinistra lasciano un’incognita sul voto del 19 giugno.

Giorgio Airaudo si è fermato infatti al di sotto del 4%. Dall’altra parte dello schieramento, a “vincere” il derby interno è il candidato di Lega e FdI Alberto Morano. Ma la sua appare come una vittoria di Pirro, visti i numeri. Dietro è praticamente parità tra il forzista Osvaldo Napoli e il centrista Roberto Rosso, entrambi poco sopra il 5%.

Al ballottaggio la redistribuzione dei voti dell’ex centrodestra e il profilo “moderato” che si è costruito la candidata cinquestelle lasciano aperta l’incognita. Non c’è dubbio, comunque, che l’affermazione netta di Fassino al primo turno rappresenta un buon viatico per la riconferma.


LO SPOGLIO DEI VOTI

Ore 2.35 – Dati reali

dati_torino_h2.35

Ore 2.00 – Dati realidati_torino_h2.00

Ore 00.40 – Proiezione Raiproiezione_torino_h00.20 affluenza_torino_def

Ore 23.50

Secondo exit poll Rai: Piero Fassino 41-45% Ciara Appendino 28-32% Alberto Morano 4-8 %  Roberto Rosso 3-7%

Ore 23.00

Exit poll Rai: Piero Fassino 39-43% Ciara Appendino 28-32% Alberto Morano 8-10%  Roberto Rosso 3,5-5,5

A Torino l’affluenza è bassa: alle 12 avevano votato il 14,05% degli aventi diritto, mentre alle 19 il 41,31%. Nelle precedenti elezioni nel 2011 avevano votato al termine delle operazioni il 66,53%, percentuale che pare difficilmente raggiungibile oggi.

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