Toghe, dal Cdm arriva la proroga dei pensionamenti. Le critiche dell’Anm

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Toghe di magistrati appese in un ufficio del Tribunale di Roma in una immagine di archivio. ANSA / ALESSANDRO BIANCHI

Andranno in pensione entro la fine del 2017 coloro che avrebbero dovuto pensionarsi entro dicembre

Prorogato il pensionamento dei magistrati di Cassazione con incarichi direttivi, Consiglio di Stato, Corte dei Conti e avvocatura dello Stato. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge che segue altre due proroghe tra il 2014 e il 2015 rispetto a quanto previsto dalla riforma della Pubblica amministrazione.

La norma prevede la proroga del pensionamento dei magistrati di Cassazione che non abbiano compiuto il 72esimo anno d’età al 31 dicembre 2016 e che sarebbero dovuti andare in pensione entro quella data; in questo modo la data viene prorogata fino alla fine del 2017. Per i magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e per gli avvocati dello Stato lo stesso schema di proroga vale nel caso in cui non abbiano compiuto 70 anni.

Un modo per risolvere il problema della mancanza di organico nelle posizioni apicali della magistratura. Tra coloro che avrebbero dovuto lasciare la professione – meno di 200 toghe – ci sono anche nomi importanti come il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo e il primo presidente della stessa Suprema Corte, Giovanni Canzio.

Un “intervento frutto dell’improvvisazione” è stato il commento della giunta dell’Anm guidata da Piercamillo Davigo. Nel 2014 il governo aveva deciso, accusa l’Anm, un “brusco” abbassamento dell’età pensionabile da 75 a 70 anni, causa del “vuoto di organico” al quale si assiste oggi.

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