Tijen e Hande, chi sono le due giornaliste protagoniste della notte del golpe

Turchia
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Sono diventate le giornaliste simbolo della notte più lunga della Turchia del XXI secolo

Una ha letto il comunicato dei militari golpisti sotto minaccia delle armi e nemmeno un’ora dopo ha annunciato in diretta tv che il colpo di stato in Turchia era stato sventato. L’altra ha parlato su Facetime con il presidente Recep Tayyip Erdogan mostrando e dimostrando che il sultano era vivo e al sicuro.

Tijen Karas e Hande Firat sono diventate le giornaliste simbolo della notte più lunga della Turchia del XXI secolo. Dalle televisioni per cui lavorano, la statale Trt e la Cnn Turk, hanno raccontato le ore concitate che hanno visto prima la rivolta di un gruppo di militari dissidenti e poi il ritorno alla quasi normalità.

Di quelle vicende drammatiche non sono state solo croniste ma sono state involontarie protagoniste, diventando delle celebrità sui social media di tutto il mondo che ne hanno commentato e raccontato le ‘gesta’.

Capelli mori, smalto bianco sulle mani ben curate, poco più che quarantenne Hande è il capo della sorella turca della Cnn. E’ a lei che Erdogan ha telefonato su FaceTime per rivendicare che il presidente della Turchia era ancora lui e per incitare la popolazione a scendere nelle piazza e a resistere al putsch. Un’immagine, quella del volto del leader turco sull’iPhone, che resterà nella storia del giornalismo. Lei, volto tirato e mascella volitiva, gli ha rivolto le domande in modo impeccabile, come se fuori non si stesse scatenando l’inferno. Lui ha risposto da un luogo imprecisato. Tutto in diretta tv. Un momento di grande giornalismo, è una reporter coraggiosa, le scrivono i fan su Twitter. C’è anche chi ribattezzato il cellulare utilizzato per la video intervista il telefono della libertà offrendosi di volerlo comprare per 250.000 dollari. Naturalmente non sono mancate le critiche di chi l’ha definita miglior attrice non protagonista e chi ha deplorato il “potere dell’immagine sulla sostanza”.

L’altra eroina della serata è bionda, minuta, dai tratti delicati. Qualcuno su Twitter l’ha paragonata a Katherine Heigl, l’attrice americana tra le protagoniste della popolare serie televisiva Gray’s Anatomy. Per Tijen più che di un momento di gloria si è trattata di un vera maratona. La sede della tv statale Trt è stata, infatti, uno dei primo luoghi occupati dai militari che ne hanno interrotto le trasmissioni.

La sua espressione terrorizzata mentre leggeva il comunicato dei golpisti, il volto madido di sudore e le mani giunte che tenevano una penna quasi a darsi coraggio, ha fatto il giro del mondo. Qualche ora dopo, quando i soldati avevano lasciato l’edificio, ha raccontato di essere stata minacciata con una pistola e costretta a leggere l’annuncio del golpe, mentre i suoi colleghi erano stati ammanettati e “presi in ostaggio”. Un’impresa che, oltre alle proposte di matrimonio via social media – “non mi interessa di Erdogan voglio sposare giornalista super sexy”, scrive un utente -, ha fatto guadagnare a Tijen una voce su Wikipedia: “Giornalista turca, nel 2016 durante un tentativo di colpo di stato, fu costretta con la forza a leggere un comunicato degli autori del golpe”. Tre righe, scritte nella notte del golpe, chissà da chi.

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