Testamento biologico, dopo lo scontro in Commissione il testo arriva in Aula il 27 febbraio

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La relatrice dem, Donata Lenzi: “Non hanno voluto discutere nel merito del provvedimento”

Il prossimo 27 febbraio il progetto di legge sul testamento biologico arriverà in Aula. Ieri, infatti, si è concluso l’esame degli emendamenti nei tempi prestabiliti e ora, dopo il passaggio alle Commissioni competenti per l’acquisizione dei rispettivi pareri, potrà avviarsi all’esame dell’assemblea di Montecitorio.

Un dibattito che si preannuncia burrascoso, visto l’atteggiamento che parte delle opposizioni hanno espresso nell’ultima seduta di ieri quando si è discusso l’emendamento all’articolo 3, che riguarda le DAT, ovvero le disposizioni anticipate di trattamento. Secondo i deputati cattolici, che non hanno partecipato al voto,  l’emendamento a prima firma di Maria Amato ha impedito il dibattito, eliminando di fatto la discussione degli altri emendamenti presentati.

Il timore, ora, è che il duro scontro che si è consumato ieri sera in commissione possa replicarsi in Aula e rallentare l’iter della legge. Timore condiviso dalla relatrice dem, Donata Lenzi, che a Unita.tv ha spiegato come l’ostruzionismo di parte delle opposizioni sia stato caratterizzato in particolar modo “dall’atteggiamento di rifiuto di discutere nel merito, in particolar modo di Forza italia e la Lega” e che certamente avrà un riflesso anche nella discussione generale.

Nonostante le difficoltà Lenzi è comunque ottimista. Definisce il testo “buono ed equilibrato” e proprio per questo capace di attivare un’ampia condivisione in Aula. Come è successo proprio in commissione dove il testo ha trovato il sostegno trasversale di Sel, M5S e Scelta Civica-Ala. Inoltre – sottolinea la relatrice dem – “quando c’è il voto segreto è meno rilevante la disciplina di partito”. Un aspetto che da una parte potrebbe facilitare il percorso del testo, dall’altra insidiarlo. Per questo la cautela rimane alta. “Il lavoro non è finito” – ha spiegato la deputata – “ in Aula alla Camera si potranno naturalmente apportare miglioramenti al testo, ma senza stravolgerlo nei suoi contenuti“.

Con il nuovo articolo 3 ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. L’articolo prevede anche il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

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