Terza svalutazione dello yuan, i mercati reagiscono bene

Economia
epa04881821 The logo of the Tokyo Stock Exchange (TSE) is displayed on a electronic stock market indicator board in Tokyo, Japan, 13 August 2015. Tokyo stocks ended higher after China's central bank weakened the yuan for the third straight day, amid fears of an economic slowdown in the world's second largest economy. The Nikkei Stock Average gained 202.78 points, or 0.99 per cent, to close at 20,595.55 points.  EPA/CHRISTOPHER JUE

La Cina svaluta ancora la propria moneta. Questa volta le Borse reagiscono bene

Il terzo deprezzamento dello yuan non spaventa i mercati. Dopo due sedute di consistenti vendite, le Borse europee reagiscono bene alla nuova mossa della Banca centrale cinese che ha svalutato la propria moneta di un ulteriore 1% rispetto al dollaro.

L’inversione di tendenza, il cambio di atteggiamento degli investitori, prende il via dall’altra parte dell’Atlantico, nelle sale operative di Manhattan dove gli indici principali di Wall Street mettono a segno una performance positiva annullando le perdite e trasmettendo ottimismo su tutti gli altri mercati.

Il ruolo guida della Borsa a stelle e strisce, come è noto, è in grado di influenzare con i suoi cambi di passo l’andamento delle altre Borse, determinandone il nuovo senso di marcia. L’atteggiamento positivo contagia così le sale operative d’Oriente: Tokyo chiude in rialzo dello 0,99 per cento, Hong Kong (+0,69%) e Shanghai (+1,76%).

Dopo la pioggia di vendite delle ultime due sedute, torna dunque il bel tempo anche sulle Borse del Vecchio continente. Francoforte guadagna l’1,55%, Parigi segna +1,90% e Londra è in rialzo dello 0,90%. Milano, in scia alle altre piazze, segna forti rialzi con l’indice principale, il Ftse Mib, che sale dell’1,70%. I rialzi si registrano soprattutto sui titoli che hanno sofferto in questi giorni, ovvero coloro che esportano in Oriente e che sono legati all’economia cinese: lusso, auto e made in Italy.

La nuova manovra monetaria della Cina viene in qualche modo digerita e le preoccupazioni sullo stato di salute della seconda più grande economia al mondo per il momento  sembrano svanire.

In effetti, come ha rassicurato più volte la stessa Banca centrale, la Cina ha un tasso di crescita che rimane alto, mantiene un surplus nelle partite correnti, dispone di ampie riserve di valuta straniera e di un sistema finanziario stabile.
Per questo la mossa del Dragone viene interpretata come un ri-allineamento alle politiche espansive già intraprese dalle altre banche centrali (Stati Uniti, Giappone ed Europa) piuttosto che una manovra allarmante e pericolosa.

Insomma, con il nuovo ottimismo di oggi, la svalutazione cinese fa meno paura: è come se fosse una correzione tecnica in grado di migliorare il funzionamento del mercato e di rendere più flessibile il cambio dello yuan rispetto alle altre monete.

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