Terrorismo, Renzi: “Fare più controlli non significa violare la privacy”

Terrorismo
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene al "Italian Digital Day" presso la Reggia di Venaria, Torino, 21 novembre 2015. 
ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il Presidente del Consiglio all’Italian Digital Day a Venaria parla di terrorismo e innovazione

“Sono per fare più controlli, per essere più operativo, per mettere in comune tutte le banche dati, per far sì che ogni telecamera sia a disposizione delle forze dell’ordine, per taggare i potenziali soggetti. Non è un agguato alla privacy dire che si devono seguire queste persone“. Matteo Renzi a Venaria all’Italian Digital Day torna sul tema sicurezza e sulle misure da prendere per prevenire possibili attacchi terroristici nel nostro Paese. Per il Presidente del Consiglio “ciascuno di noi lascia delle tracce e seguirle per la sicurezza di tutti non è un attacco alla privacy”. Ma ancora una volta ci tiene a ribadire che non bisogna cedere “al racconto stereotipato sul terrorismo”, chi ha attaccato Parigi non veniva dai barconi, ma “dalle nostre periferie, quindi bisogna investire in maggiori controlli e digitalizzazione oltre che nelle periferie stesse per riqualificarle. A quelli che dicono “blocchiamo le frontiere”rispondo: ma dove le blocchi? Blocchi le frontiere perché sta arrivando qualcuno su un barcone o blocchi le frontiere delle nostre periferie da cui partono gli attacchi killer?”

“Il terrorista è colui il quale ti uccide e se non ti uccide prova a farti vivere nel terrore come piace a lui. Noi non dobbiamo sottovalutare niente, ma contemporaneamente dobbiamo mantenerci social, mantenerci umani. E’ in corso – ha proseguito Renziun attacco evidente a ciò che noi siamo, alla nostra identità, ai nostri valori. Ma nei prossimi venti anni ci sarà molto bisogno di noi, non solo dei digital champion, dei parlamentari, dei ceo delle azienda, dei sindaci, dei presidenti di Regione. C’e’ bisogno di tutti noi, di essere noi stessi fino in fondo”.

Matteo Renzi non si esime dall’affrontare il tema della rivoluzione digitale, che farà “dell’Italia un paese più semplice e più giusto”. La digitalizzazione è uno dei punti chiave per cambiare il paese, infatti per il Presidente del Consiglio “una delle conseguenze della digitalizzazione, è che l’evasione fiscale sarà ridotta a zero. Con la stesa determinazione con cui abbiamo lavorato sulle riforme, ora arriveremo alla semplificazione totale, che si può fare con una cosa banale: incrociare i dati”.

 

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