17 arresti, Merano cuore del reclutamento

Terrorismo
da sin: Il sostituto procuratore nazionale antimafia Diana de Martino, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, il comandante del Ros dei Carabinieri gen. Giuseppe Governale, il vice comandante dei Ros Roberto Pugnetti e il colonnello dei Ros Massimiliano Macilenti durante la conferenza stampa in merito ad alcuni arresti effettuati in Europa per un'operazione antiterrorismo, Roma, 12 novembre 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L’operazione con il coordinamento di Eurojust è scattata simultaneamente in diversi paesi europei

Blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros, in collaborazione con altre forze di polizia europee e Eurojust: 17 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione dalle prime ore dell’alba. Nelle ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip su richiesta della procura di Roma, il reato ipotizzato è di associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalità del reato. L’operazione scattata simultaneamente in diversi Paesi europei, con il coordinamento di Eurojust. In manette sedici cittadini curdi e un kosovaro. I 17 progettavano attacchi in Europa e in Medio Oriente. Come spiegato dal comandante dei Ros Giuseppe Governale gli attentati “potevano coinvolgere rappresentanti diplomatici norvegesi e anche inglesi  per ottenere la liberazione del loro capo che è il Mullah Krekar detenuto in Norvegia che abbiamo sottoposto a intercettazioni in carcere”.

Il leader di questa cella terroristica è il Mullah Kreka, fondatore nel 2001 del gruppo terroristico Ansar Al-Islam, al momento detenuto in Norvegia, ma ancora la guida ideologia e strategica dell’organizzazione con diramazioni in tutta Europa, Italia compresa.  L’operazione di polizia ha permesso di individuare, un’organizzazione terroristica che ha in Norvegia la sua mente e cellule in diversi Paesi, tra cui una “importantissima” in Italia. Il reclutamento degli aspiranti jihadisti avveniva soprattutto attraverso il web e lezioni che uno degli arrestati teneva nel proprio appartamento di Merano.

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