Arrestato in Campania tunisino presunto capo jihadista: “Sarò dell’Isis finchè avrò vita”

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Il blitz dei Ros dopo le indagini della Procura distrettuale antiterrorismo di Napoli: l’accusa è di associazione con finalità di terrorismo internazionale

“Oggi è un’altra giornata di successi per lo Stato che ha sferrato un duro colpo a una organizzazione criminale”. L’annuncio è del ministro dell’interno, Angelino Alfano, il quale mette in evidenza un’importante operazione condotta dai Carabinieri del Ros in Campania avvenuta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Si tratta di otto provvedimenti nei confronti di stranieri indagati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, tra questi, fa notare Alfano, ci sarebbe anche l’ideatore dell’organizzazione, un tunisino jihadista che si era autoradicalizzato, indagato infatti dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Napoli per associazione con finalità di terrorismo internazionale.

A quanto si apprende, l’uomo era molto attivo su Facebook, Twitter e chat. Era pronto a morire e a fare propaganda per la causa dei terroristi del Daesh. “Sono isissiano finché avrò vita. E se morirò vi esorto a farne parte”, diceva il 26 gennaio scorso.

Mohamed Khemiri, tunisino di 41 anni, secondo la Procura metteva in atto “condotte finalizzate a incoraggiare sentimenti di acceso antisemitismo ed anti occidentalismo attraverso svariate pubblicazioni di scritti, filmati e fotografie apparsi sui social network. Il tunisino, che abitava a San Marcellino, in provincia di Caserta, viveva in una casa attigua alla moschea.

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