Ok del Cdm al nuovo decreto legge: misure per case, scuole e imprese

Terremoto
Una veduta della frazione di Castelluccio di Norcia il giorno dopo la forte scossa di terremoto che ha colpito l'Italia centrale, 31 ottobre 2016.
ANSA/ MATTEO GUIDELLI

L’emergenza principale di cui il dl si occupa è quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse

Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina il nuovo Dl sul terremoto. Il provvedimento, spiegano fonti di governo, è sottoposto a una ultima ‘limatura’ in vista della pubblicazione ad inizio settimana. Il decreto contiene, tra l’altro, l’ampliamento della platea dei comuni colpiti dal terremoto, norme per lo snellimento delle procedure di autorizzazione e misure nell’ambito della scuola, patrimonio artistico e interventi per l’agricoltura. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nei giorni scorsi aveva assicurato: “I soldi ci sono. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa”.

“Il provvedimento detta – sottolinea il comunicato della riunione – norme volte a consentire interventi accelerati per poter affrontare con efficacia le conseguenze delle nuove scosse di Terremoto verificatesi tra il 26 e il 30 ottobre, tenendo conto dell’approssimarsi della stagione invernale”. “L’emergenza principale di cui il dl si occupa – si sottolinea – è quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse. Per fronteggiarla, si prevede che il Dipartimento della protezione civile possa, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree sulle quali installarli.

Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i comuni interessati hanno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. All’Anas il compito di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità delle infrastrutture che rientrano nelle sue competenze e di quelle degli enti locali devastati dai ripetuti sismi.

Il decreto prevede inoltre misure urgenti per consentire la prosecuzione delle attività didattiche: dalle modalità di composizione delle classi a quelle di assegnazione del personale docente. Al fine di sostenere la continuità produttiva delle attività zootecniche messe in ginocchio, il decreto autorizza la spesa di 10.942.300 euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo. Infine, per riuscire a gestire la mole di procedimenti che i Comuni si trovano a dover attivare, il decreto autorizza l’assunzione a tempo determinato di personale di tipo tecnico ed amministrativo fino ad un massimo di trecentocinquanta. Previsto anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione.

Il commissario alla ricostruzione Vasco Errani ha sintetizzato gli interventi del Governo: “Per le imprese, ma anche per le abitazioni con danni importanti o lievi, bisogna agire con interventi immediati attraverso delle perizie accelerate e questo si può fare con un progetto che prevede una ricostruzione immediata”. E continua: “Per questo terremoto non ci sarà nessuna accise, ricostruiremo in trasparenza e legalità, non un euro di meno e non un euro di più. Abbiamo fatto scelte importanti nel primo decreto, vogliamo assicurarci che in questo territorio i tentativi di infiltrazione saranno contrastati, perché è chiaro che ci saranno. Ma noi abbiamo messo in campo una serie di azioni che puntano a un contrasto frontale. La cosa importante, per me, è che tutti insieme dobbiamo fare lo sforzo di tener presente che, chi vive un dramma come questo, viene prima di tutto, prima delle polemiche e delle indagini. Perché o si dà fiducia fino a prova contraria, o si fa più danno del terremoto”.

Quanto ai beni culturali, per il commissario è fondamentale metterli in sicurezza “in modo rapido e per questo nel decreto mettiamo anche questa esigenza: un sindaco potrà emanare un’ordinanza, informare la sovrintendenza e spendere rapidamente. E se troveremo degli elementi di burocrazia che creano ostacoli, cambieremo. Non ci sarà mai l’idea da parte delle Regioni e del Commissariato, che se ho fatto una cosa non la cambio”.

La terra continua tremare 

Nel centro Italia prosegue la sequenza sismica: sono state oltre 22.700 le scosse registrate dal terremoto del 24 agosto. Alle ore 10 di oggi, riferisce l’Ingv, sono circa 649 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, 41 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto. Dopo il terremoto del 30 ottobre delle 7:40 di magnitudo 6.5, sono stati localizzati complessivamente oltre 2.700 eventi sismici: circa 303 di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 20 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5.

Il dramma degli sfollati

Da domenica arrivano le piogge sulle aree  del terremoto, con un inverno sempre più alle porte.  E’ in arrivo infatti un’ondata di maltempo per una forte perturbazione che nel weekend porterà sulle regioni centrali tirreniche piogge e temporali anche di forte intensità non esclusi nubifragi fra Liguria, Toscana e Lazio. I fenomeni maggiori sono attesi essenzialmente verso la fine di domenica”, quindi “nuove piogge anche sulle aree terremotate, sebbene i fenomeni maggiori siano attesi sul versante umbro”.

Le spese per la ricostruzione e l’Europa

La natura delle spese necessarie alla ricostruzione delle zone terremotate dell’Italia Centrale, ai fini della valutazione del rispetto del patto di stabilità e crescita, andrà discussa con la Commissione Europea e non dovrebbe riguardare l’Eurogruppo, che si riunirà a Bruxelles lunedì prossimo. “C’è una flessibilità già consolidata nel patto di stabilità e crescita per le catastrofi naturali – ha spiegato un alto funzionario Ue – è semplicemente una questione che va discussa tra le autorità italiane e la Commissione, per vedere fino a che punto” le spese extra-patto “possano essere consentite”. Inoltre, “la ricostruzione, di solito, non comporta semplicemente lo stanziamento di fondi in un dato anno e poi è finita lì; è più un impegno di lungo termine nel campo degli investimenti pubblici.

Vedi anche

Altri articoli