Ecco cosa faremo per ridare all’Italia la sua anima

Terremoto
Basilica di San Benedetto, dopo l'ultima forte scossa di terremoto nella zona rossa di Norcia, 31 ottobre 2016. ANSA/ CROCCHIONI

Le cose da fare sono difficili, m chiare

Pubblichiamo il testo dell’Enews 449 del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

L’anima dell’Italia è inquieta.
Il terremoto più forte dai tempi dell’Irpinia, dal 1980, ha devastato il cuore della nostra Penisola.
Non ci sono morti, stavolta. E questa notizia ci dà enorme sollievo. Ma i danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l’identità italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene. Lo faremo perché noi – tutti noi – siamo l’Italia.
Ma adesso la priorità è restituire un briciolo di tranquillità alle popolazioni. E farlo è un’impresa difficilissima. Del resto chiunque abbia anche solo sentito la scossa di domenica mattina a distanza di centinaia di chilometri dall’epicentro potrà comprendere il dolore di chi vive in quelle zone. Chi ha vissuto un grande spavento da lontano, può solo immaginare il terrore che ha attraversato persone che da due mesi con le scosse ci convivono quotidianamente.
Le cose da fare sono difficili, ma chiare.
Primo, mettere in sicurezza. Ne parleremo anche oggi, nel consiglio dei ministri straordinario che abbiamo convocato per le 17, dove saranno presenti anche i 4 Presidenti di Regione, il commissario Errani e il capo della Protezione Civile Curcio. Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l’emergenza.
Poi la ricostruzione. A regola d’arte. Con il controllo dell’opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che – a differenza di alcune vicende del passato – sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri.
Infine, il Piano Casa Italia. Un piano strategico per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non solo l’emergenza, non solo la ricostruzione: ma – finalmente – la prevenzione. Il lavoro è già partito ma richiederà anni, “un paio di generazioni” come ci ha spiegato Renzo Piano illustrandone i concetti.
La reazione organizzativa è stata notevole, anche stavolta. Protezione civile, vigili del fuoco, amministratori locali, forze dell’ordine e forze armate, volontari: ancora una volta l’Italia si è mostrata capace di rispondere subito. A tutti coloro che ormai da settimane sono in prima linea sul fronte dell’emergenza l’abbraccio grato mio e soprattutto di tutti gli italiani.
La settimana è stata ricca di tanti eventi, manifestazioni, incontri. Ma stavolta mi perdonerete se non vi faccio il solito elenco, rimandando gli eventuali interessati alla pagina facebook dove troverete tutte le notizie. Oggi infatti siamo altrove, tutti. Con la testa e con il cuore. E questo altrove è situato nel cuore del Paese, nelle aree del sisma. Sono stato a Norcia qualche settimana fa, col Sindaco, col Vescovo, con la Presidente della Regione.
Oggi si stringe il cuore pensando a quella piazza piena di macerie. Ma ricostruiremo. Ricostruiremo tutto, ricostruiremo tutti insieme. Ci sono dei momenti in cui le divisioni politiche contano zero e si lavora tutti nella stessa direzione.

Segnalo che la Protezione civile ha riattivato il numero 45500 per inviare un SMS solidale. Trovate tutte le info qui.

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