Mantovani autosospeso, Salvini e Maroni minimizzano. Pd: “Lega ha fallito”

Lombardia
Il vice presidente della Regione Lombardia e assessore alla Salute, Mario Mantovani, durante la conferenza stampa seguita alla seduta della Giunta, Milano, 30 gennaio 2014.
ANSA/UFFICIO STAMPA REGIONE LOMBARDIA
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L’ex vicepresidente a San Vittore affida le sue parole all’avvocato-amico Roberto Lassini: “Rivedo nei tuoi occhi l’inferno di vent’anni fa con tangentopoli”

“Mi dichiaro estraneo ai fatti che mi vengono contestati e mi autosospendo dalla carica di vice presidente della Giunta Lombarda”. E’ quello che ha fatto sapere oggi Mario Mantovani, finito in manette con accuse gravissime (corruzione, concussione, turbativa d’asta) tramite il suo avvocato e amico di lunga data Roberto Lassini. Talmente amico che lo stesso Mantovani si è sfogato con lui utilizzando queste parole: “Roberto, rivedo nei tuoi occhi l’inferno di vent’anni fa, quando anche tu sei stato in carcere da innocente”.

L’avvocato Lassini, infatti, è stato coinvolto nel 1993 nelle inchieste di Tangentopoli quando era sindaco di Turbigo, un piccolo comune della provincia di Milano non lontano da Arconate, il paese di Mantovani. Fece cinquanta giorni di carcere per accuse dalle quali poi fu completamente assolto. Lo stesso Lassini, nel 2011, quando era candidato al Consiglio comunale di Milano nelle liste del Pdl, finì nell’occhio del ciclone per la vicenda legata all’affissione di centinaia di manifesti elettorali non autorizzati recanti la scritta “Via le Br dalle procure”.

Contattato da Unità.tv, Lassini spiega di non voler “per il momento entrare nel merito delle accuse (lo farà domani lo stesso Mantovani rispondendo all’interrogatorio del Gip di Milano Stefania Pepe, ndr)” ma si limita ad osservare che “la tempistica e le modalità dell’arresto sono oggettivamente sproporzionate, dato che la misura cautelare risale a settembre del 2014, ossia a 13 mesi fa. In un anno avremmo già potuto fare il processo”.

E mentre Mantovani è detenuto nel carcere di San Vittore, dalle parti della Lega la priorità è quella di difendere con le unghie e con i denti la stabilità della Giunta Maroni. “Non rischia nulla, la Lombardia ha la miglior sanità d’Europa e cura migliaia di persone da fuori regione”. Secondo Matteo Salvini l’arresto di Mantovani e l’indagine a carico dell’assessore al Bilancio, il leghista Massimo Garavaglia, sono “un attacco politico alla regione meglio governata d’Italia”. Il numero uno del Carroccio protegge il suo governatore scegliendo la linea della giustizia ad orologeria e della congiura ordita dalla magistratura. Parole ripetute, pochi minuti dopo, dallo stesso Maroni. Niente di nuovo.

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Immediata la replica dei vertici del Pd lombardo. “Salvini si arrampica sugli specchi“, spiega il segretario regionale Alessandro Alfieri. “In Regione il quadro è allarmante: abbiamo il presidente che va a processo l’1 dicembre, il vicepresidente in manette, tra l’altro per una vicenda legata al trasporto di pazienti dializzati, l’assessore al Bilancio indagato. Ricordo che Maroni fece cadere Formigoni per un avviso di garanzia. La Lega e la destra dovevano fare pulizia, in realtà l’andazzo è sempre lo stesso: hanno fallito”.

Salvini dice che è un attacco alla Regione con la migliore sanità d’Europa? “Il buon sistema sanitario lombardo – precisa Alfieri – non ha nulla a che fare con la Lega”. Il Pd e le altre opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Maroni, che verrà discussa martedì prossimo in Consiglio regionale.

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