Terremoto Fifa, nuova ondata di arresti

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epa05053264 Exterior view of the FIFA Headquarters 'Home of FIFA' in Zurich, Switzerland, Thursday, 3 December 2015. The FIFA Executive Committee has today approved a set of proposals from the 2016 FIFA Reform Committee to pave the way for significant and much-needed changes to FIFAs governance structure. The recommendations will be put before the Congress as proposed statutory changes for approval at its extraordinary session in Zurich on 26 February the FIFA informs today.  EPA/WALTER BIERI

Oltre dieci tra funzionari ed ex funzionari del calcio internazionale sono stati fermati dalla polizia elvetica

Non si dormono sonni tranquilli nei palazzi della Fifa. Dopo poco più di 6 mesi dall’inizio della maxi inchiesta le autorità svizzere hanno dato il via ad una nuova ondata di arresti nell’ambito della vasta indagine condotta dagli Stati Uniti sulla corruzione nella Federazione con sede a Zurigo.

Secondo quanto riportato dal New York Times sarebbero oltre dieci tra funzionari ed ex funzionari del calcio internazionale ad essere stati fermati dalla polizia elvetica. Alcuni degli arresti sarebbero avvenuti nello stesso hotel di lusso dove funzionari della Federazione internazionale di calcio erano stati fermati lo scorso maggio. Le persone arrestate sarebbero accusate tra l’altro di racket, riciclaggio di denaro e frodi, come dichiarato dalle stesse autorità.

Tra  i fermati non comparirebbe comunque il nome di Sepp Blatter che, come il numero uno della Uefa Michel Platini, sta scontando 90 giorni di sospensione per quanto emerso nella prima fase dell’inchiesta di corruzione aperta dalla Procura svizzera che li ha visti coinvolti.

In particolare gli alti funzionari della Fifa avrebbero accettato denaro in cambio della vendita di diritti di commercializzazione legati a tornei di calcio in America latina e a partite di qualificazione al Mondiale. Secondo la domanda di arresto i reati sarebbero stati concordati e preparati negli Stati Uniti e i pagamenti svolti attraverso banche nordamericane.

Le accuse di corruzione si riferiscono agli ultimi 20 anni e riguardano, tra i tanti episodi, le gare per aggiudicarsi appunto i campionati mondiali, così come gli accordi per il marketing e i diritti televisivi. Le indagini riguardano anche tangenti per un totale di oltre 100 milioni di dollari legate alle offerte commerciali risalenti a tornei di calcio negli Usa e in America Latina negli anni ’90.

Tra i fermati illustri di quest’ultima ondata di arresti figurano il presidente della Confederazione Sudamericana del Calcio (Conmebol) il paraguayano Juan Angel Napout, e il presidente della Confederazione regionale che comprende il Nord e il centro America e i Caraibi (Concacaf) l’hondureno Alfredo Hawit. I due sono inoltre vicepresidenti della stessa Fifa e membri del comitato esecutivo.

E a Zurigo cosa fanno? “La Fifa è consapevole delle azioni intraprese dal Dipartimento di Giustizia americano. La Fifa continuerà a cooperare pienamente con le indagini degli Stati Uniti, come consentito dalla legge svizzera, nonché con l’indagine condotta dall’Ufficio federale di giustizia svizzero.” Con queste parole affidate ad uno scarno comunicato la Fifa spiega la propria posizione in merito. Per il resto no comment.

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