Terremoto: ci mancava la bufala

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Viene da chiedersi a chi fa comodo questa disinformazione?

La bufala ci mancava ed è puntualmente arrivata. Sui social girano messaggi e post (spesso molto condivisi) secondo cui il governo italiano e l’INGV (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) avrebbero di proposito abbassato la magnitudo del terremoto nel Centro Italia del 24 agosto.

Il motivo? Una legge – questa è la tesi complottista – secondo cui la magnitudo sarebbe stata abbassata da 6.2 a 6.0, perché la legge del maggio 2012 prevede che se non supera la soglia del 6.1 lo Stato non deve pagare i danni ed è tutto a carico degli enti locali.

Si tratta di una serie di falsità. La legge a cui si fa riferimento è il decreto legge n.59 del 15 maggio 2012, approvato durante il governo in cui il presidente del Consiglio era Mario Monti. Quella legge diceva che “al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali” si escludeva in certi casi “l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati”. Pochi giorni dopo ci fu il terremoto in Emilia, un decreto assicurò la copertura totale dei danni e quell’articolo fu subito dopo soppresso.

Chi sostiene la tesi complottista della magnitudo abbassata, porta come prova la notizia del terremoto del 24 agosto dai siti e dai giornali stranieri, molti dei quali parlavano di magnitudo 6.2. La magnitudo viene calcolata in diversi modi e la rilevazione può cambiare da stazione a stazione, quindi è possibile che ci siano delle leggere differenze a seconda di quale apparecchiatura ha fatto la rilevazione.

A smentire ancora una volta la notizia fatta circolare, c’è un’altra questione: i risarcimenti dei danni non si calcolano in base alla magnitudo (quindi alla scala Richter) ma in base ai danni provocati dal terremoto, cioè alla scala Mercalli.

Eppure la bufala continua a girare. Viene da chiedersi: a chi fa comodo questa disinformazione?

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