Terremoto Auditel, ecco cosa è successo

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Lo stop di due settimane alla diffusione dei dati degli ascolti tv causato da un errore nell’invio delle e-mail

Per gli italiani l’Auditel rappresenta da sempre una sorta di “mistero della fede” della televisione italiana: su quel sistema si reggono dagli anni Ottanta i palinsesti delle reti pubbliche e private e, soprattutto, gli introiti pubblicitari. Con la vicenda legata alla diffusione dei dati di alcune delle oltre 5600 famiglie del panel, ora Auditel diventa una questione di pubblico dominio con l’annuncio da parte della società della sostituzione e l’allargamento del campione degli spettatori.

Ma cosa è successo? Il caso è stato segnalato lo scorso 9 ottobre dal Corriere della Sera che in un articolo parlava di “un baco nel software” della società di rilevamento degli ascolti che avrebbe causato la diffusione di dati relativi ad alcune famiglie campione che, invece, dovrebbero rimanere anonime. Lo stesso giorno Auditel, attraverso una nota, ha spiegato che in realtà si è trattato di “un errore nell’invio della posta elettronica ad alcune famiglie del campione di cui sono stati resi noti gli indirizzi email” e non di un baco nel software o di alterazione nei dati degli ascolti.

Per un errore della Nielsen, fornitore Auditel, lo scorso primo ottobre sono state trasmesse delle comunicazioni via posta elettronica rendendo però visibili una parte degli indirizzi email delle famiglie che compongono il panel, spiega la società. La Nielsen ha così avviato un’indagine interna sui suoi sistemi e una serie di procedure in grado di determinare l’entità dell’episodio e identificare eventuali anomalie.

Le rilevazioni proseguiranno, ma, ha fatto sapere Auditel oggi dopo la riunione del consiglio di amministrazione, per quindici giorni i risultati saranno riservati.

Inoltre, nei prossimi mesi il panel sarà completamente sostituito e ampliato, portando a 15.600 il numero delle famiglie campione.

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