Terminate le sanzioni economiche, l’Iran riparte dalle imprese italiane

Economia
Italia-Iran

L’Italia vuole riprendersi il ruolo di leader europeo nell’interscambio commerciale

In attesa che anche il presidente iraniano, Hassan Rouhani, venga in visita ufficiale in Italia (prevista per il prossimo 25 e 26 gennaio), sono intensi i contatti, le visite e gli scambi tra le delegazioni di Italia e Iran. Dopo la missione organizzata dal ministero dello Sviluppo economico, quello degli Esteri, la Confindustria, l’Ice, l’Abi e Unioncamere nelle scorse settimane a Teheran – che ha visto protagonista in Iran un gruppo numeroso con oltre 380 imprenditori italiani (180 aziende, 20 associazioni imprenditoriali, 12 gruppi bancari) – nei giorni passati una delegazione iraniana è giunta in Italia per incontri economici. Anche in vista della firma dell’accordo (l’implementation day) che segue quello sul nucleare e che aiuterà la ripresa degli investimenti occidentali in Iran.

La delegazione era composta da una ventina di rappresentati istituzionali e tecnici iraniani che per tre giorni hanno incontrato, tra Roma e Milano, aziende, imprenditori e operatori economici. Come è avvenuto anche in Iran, sotto la guida del Viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, anche in questi incontri si è cercato di approfondire la conoscenza tra i due Paesi, trovando le migliori soluzioni concrete per accelerare al massimo gli investimenti italiani in Iran. Così da essere pronti quando, dalla fine di gennaio, saranno eliminate le sanzioni economiche. Attualmente l’interscambio Italia-Iran è fermo intorno al miliardo di euro. Molto poco, rispetto ai 7 miliardi che l’Italia totalizzava fino al 2010, prima dell’inizio delle sanzioni, quando il nostro Paese aveva il primato europeo nei rapporti commerciali con quel Paese. La delegazione iraniana era suddivisa in tre focus group per tre diversi settori d’interesse: infrastrutture, costruzioni e sanità. E, quindi, rappresentanti dell’organizzazione per gli investimenti e l’assistenza economica e tecnica, del ministero delle strade e dello sviluppo urbano, quelli dell’organizzazione per la manutenzione e il trasporto, delle costruzioni e sviluppo delle infrastrutture, delle ferrovie iraniane, dell’organizzazione dei porti, della società degli aeroporti iraniani, del ministero dell’Energia, del ministero dell’Agricoltura e tecnici del ministero della Salute.

Quest’ultimi hanno effettuato una lunga visita a due ospedali di eccellenza da poco ultimati dalla Pessina Costruzioni in Lombardia. Quello di Vimercate e quello di Garbagnate Milanese. Due ospedali nuovissimi e ultratecnologici che rappresentano l’avanguardia nella costruzione e nella gestione. I due nosocomi lombardi, inoltre, sono stati realizzati con una formula sempre più diffusa nell’ambito delle costruzioni: il project financing. Gli iraniani hanno potuto constatare il livello di automazione raggiunto nella gestione di tutte le fasi della vita ospedaliera. Dall’organizzazione della preparazione dei pasti al loro trasporto automatico con un robot a guida elettronica che, tramite gps, consegna il cibo direttamente nella stanza dei pazienti. Dalle nuovissime sale operatorie al sistema di generazione geotermica autonoma di acqua e calore tramite una centrale interna. Molto colpiti, si sono detti gli iraniani, anche dalle modalità di trasporto dei pazienti in sala operatoria e qui dalla possibilità di effettuare le biopsie direttamente in loco. “Sono ospedali davvero all’avanguardia. Strutture che riescono a coniugare la bellezza dell’architettura con la funzionalità tecnologica di un ospedale ultramoderno. Contiamo con il vostro aiuto di riuscire a realizzare questo tipo di ospedali in Iran, dove abbiamo bisogno di elevare il livello delle strutture ospedaliere”, hanno dichiarato i tecnici iraniani del ministero.

Per le costruzioni, la delegazione iraniana ha partecipato a una tavola rotonda a Roma – organizzata dall’Ice e dall’Ance, in collaborazione col ministero degli Esteri e quello dello Sviluppo economico – per conoscere ed organizzare al meglio le opportunità fornite da un Paese che dispone di fondi per il settore infrastrutture, secondo dati di Ice Teheran, del valore di 2 miliardi di euro. L’iniziativa ha avuto il fine di offrire all’industria italiana delle costruzioni, dell’ingegneria e dell’impiantistica, oltre che al sistema finanziario, un quadro aggiornato dei progetti iraniani per la costruzione e l’ammodernamento di infrastrutture. All’incontro per la parte italiana erano presenti la Sace, la Simest (società italiana per le imprese all’estero), le Ferrovie dello Stato, l’Anas, i maggiori istituti bancari italiani e una qualificata partecipazione di imprese di ingegneria, progettazione e costruzioni.

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