Tensione Israele-Palestina: magliette e bandiera ancora ferme alla dogana

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L’Agenzia delle Dogane ha dapprima spiegato di essere a conoscenza del problema e si è detta comunque pronta a collaborare per risolverlo se riceverà una richiesta in tal senso dai palestinesi

Dopo l’ennesimo caso politico-diplomatico scoppiato ieri, con le denuncia degli atleti palestinesi che hanno lamentato il mancato arrivo a Rio degli indumenti da gara e allenamento, delle divise per la sfilata della cerimonia inaugurale e della bandiera, rimaste bloccate alla dogana di Israele, oggi la vicenda registra un piccola apertura da parte delle autorità israeliane.

L’Agenzia delle Dogane ha dapprima spiegato di essere a conoscenza del problema e si è detta comunque pronta a collaborare per risolverlo se riceverà una richiesta in tal senso dai palestinesi. La denuncia era partita ieri dalla responsabile della delegazione olimpica, Ghadya Abuzayyad, che aveva lanciato un appello al Cio affinché intervenisse per sbloccare la situazione: “Ci trovi degli indumenti. Abbiamo solo un paio di magliette a testa per allenarci e l’uniforme da podio, nient’altro. Se non ci saranno novità, saremo costretti a cucirci da soli una bandiera per la cerimonia d’apertura e a comprarci divise improvvisate”.

Munther Masalmeh, Segretario generale del Comitato, aveva riferito che, a quattro giorni dalla cerimonia di apertura dei Giochi, gli indumenti e l’ equipaggiamento acquistati per la squadra attendono ancora di passare la dogana israeliana per raggiungere il Brasile. La squadra, composta da sei atleti, è stata quindi costretta a partire per Rio de Janeiro senza l’attrezzatura.

Una schiarita è intanto arrivata già arrivata sul fronte calcistico. Dopo ripetuti rinvii, dovuti ad ostacoli frapposti da Israele per “ragioni di sicurezza”, l’attesa seconda finale della Coppa della Palestina si disputerà domani a Hebron (Cisgiordania) fra la squadra locale, ‘al-Ahli’, e il Shabiba di Khan Younis (Gaza). Nell’andata, disputata a Gaza dieci giorni fa, ha prevalso la squadra di Hebron per 1-0. Fissato in origine per sabato, il ritorno è slittato dopo che Israele aveva impedito il trasferimento di sei calciatori del Khan Younis da Gaza alla Cisgiordania. Secondo la stampa locale il presidente della Federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, ha allora chiesto l’intervento urgente della Fifa e oggi Israele ha dato il via libera ai giocatori in un primo tempo bloccati.

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