Tanto Sud e tante montagne per il centesimo Giro d’Italia

Maglia rosa
Italian cyclists Fabio Aru (L) and Vincenzo Nibali pose for a photo during the presentation of the "Giro d'Italia" cycling race in Milan, Italy, 25 October 2016.
ANSA/CLAUDIO PERI

Presentata la centesima edizione della corsa rosa: dal 5 al 28 maggio 2017 i campioni del ciclismo si sfideranno sulle strade italiane in un Giro che promette di essere duro e spettacolare

Il Giro d’Italia è da sempre la corsa che ha unito gli italiani, dal 1909 ha suscitato sempre una grande attesa negli italiani. La passione per il ciclismo, spesso ingabbiata nelle nostre città scarsamente attrezzate per gli spostamenti in bici, si riaccende negli italiani in primavera con la corsa rosa.

Cento edizioni per una corsa storica che non si è disputata solamente durante le due guerre mondiali. Mai come quest’anno il percorso unisce tutta l’Italia, isole comprese. Si parte da Alghero nella meravigliosa Sardegna che ospiterà 3 tappe. Tre tappe in cui dovrebbero primeggiare le ruote veloci del gruppo, anche se come sempre al Giro non ci sono tappe facili e i velocisti se vorranno primeggiare dovranno conquistarsela la volata, soprattutto nella seconda tappa che porterà la corsa a Tortolì.

Da isola in isola, infatti dopo il primo giorno di riposo dalla Sardegna si passerà all’altra grande isola italiana la Sicilia che ospiterà 2 tappe. La prima di queste due sarà il primo vero esame per gli uomini di classifica. Sarà l’Etna con la sua maestosità il primo banco di prova per i corridori, una salita vera di oltre 17 km e con pendenze da grande montagna. Dopo l’arrivo a Messina nella quinta tappa si tornerà nella penisola con una sesta tappa calabrese, da Reggio Calabria a Terme Luigiane, traguardo non facile e per corridori da classica.

Dalla Calabria si passa in Puglia protagonista con 2 tappe, poi sarà la volta dell’Abruzzo con il tremendo arrivo sul Blockhaus, una salita di 13 Km con una pendenza media vicina all’8% e punte del 14%. Una salita molto dura che concluderà la prima parte del Giro, che mai come quest’anno è stato così duro nella sua prima parte.

Dopo il secondo giorno di riposo si ripartirà dall’Umbria con l’importante crono individuale che ripercorre il percorso del Sagrantino, eccellenza vinicola italiana. Saranno 39,2 km ondulati, un percorso che metterà a dura prova la resistenza dei corridori. L’undicesima tappa, con partenza da Firenze e Km 0 davanti all’abitazione di Gino Bartali sarà una tappa appenninica che taglierà in due la penisola giungendo a Bagno di Romagna. Quattro colli e una tappa dalla difficile lettura potrebbero dare l’ultimo scossone alla classifica prima delle Alpi. Sì perché dopo 2 tappe per velocisti, anche la Forlì-Reggio Emilia è tappa adattissima per i coraggiosi, si arriva sulle grandi montagne. L’antipasto è stato corposo, ma sono sempre le Alpi a decidere il Giro.

Si inizia con la scalata ad Oropa, salita cara all’indimenticato Marco Pantani, poi la tappa di Bergamo una piccola classica con due brevi salite (Miragolo San Salvatore, Selvino) ma dure, una tappa da fuga che non dovrebbe modificare la classifica. Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo si arriva alle 6 tappe decisive. Un ultima settimana da paura che inizierà con l’arrivo a Bormio, solo dopo aver scalato Mortirolo, Stelvio e Umbrailpass un giro della morte che potrebbe cambiare definitivamente la classifica generale. E’ solo il primo di cinque giorni sulle Alpi, che continua con la Tirano-Canazei con Aprica e Tonale che potrebbe essere una tappa “tranquilla” per gli uomini di classifica.

Dopo una tappa “tranquilla” si torna a fare sul serio con la Moena-Ortisei, altro tappone che prevede la scalata di 5 colli (Pordoi, Valparola, Gardena, Pinei prima dell’arrivo in salita a Ortisei). Ma chi pensa che sia finita qui non ha visto bene il percorso, la San Candido-Piancavallo prevede un arrivo in salita molto complicato. Infine la cinque giorni sulle Alpi si concluderà ad Asiago non prima di scalare il Monte Grappa e il Feza. Sarà l’ultima occasione per gli scalatori di scavare un solco nei confronti dei cronomen, perché quest’anno non si arriverà a Milano con la consueta passerella, ma ci sarà una crono di 28 Km. Un Giro forse troppo duro, ma siamo convinti spettacolare.

Le Tappe

Venerdì 5 maggio, 1ª tappa, Alghero-Olbia, 203 km
Sabato 6, 2ª tappa, Olbia-Tortolì, 208 km
Domenica 7, 3ª tappa, Tortolì-Cagliari, 148 km
Lunedì 8, riposo
Martedì 9, 4ª tappa, Cefalù-Etna, 180 km (arrivo in salita)
Mercoledì 10, 5ª tappa, Pedara-Messina, 157 km
Giovedì 11, 6ª tappa, Reggio Calabria-Terme Luigiane, 207 km
Venerdì 12, 7ª tappa, Castrovillari-Alberobello, 220 km
Sabato 13, 8ª tappa, Molfetta-Peschici, 189 km
Domenica 14, 9ª tappa, Montenero di Bisaccia-Blockhaus, 139 km (arrivo in salita)
Lunedì 15, riposo
Martedì 16, 10ª tappa, Foligno-Montefalco (crono individuale), 39,2 km
Mercoledì 17, 11ª tappa, Firenze (Ponte a Ema)-Bagno di Romagna, 161 km
Giovedì 18, 12ª tappa, Forlì-Reggio Emilia, 237 km
Venerdì 19, 13ª tappa, Reggio Emilia-Tortona, 162 km
Sabato 20, 14ª tappa, Castellania-Oropa, 131 km (arrivo in salita)
Domenica 21, 15ª tappa, Valdengo-Bergamo, 199 km
Lunedì 22, riposo
Martedì 23, 16ª tappa, Rovetta-Bormio, 227 km
Mercoledì 24, 17ª tappa, Tirano-Canazei, 219 km
Giovedì 25, 18ª tappa, Moena-Ortisei, 137 km
Venerdì 26, 19ª tappa, San Candido-Piancavallo, 191 km (arrivo in salita)
Sabato 27, 20ª tappa, Pordenone-Asiago, 190 km
Domenica 28, 21ª tappa, Monza-Milano (crono individuale), 28 km

 

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