Tangenti, il legale di Mantovani pronto a chiedere la scarcerazione

Lombardia
Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e accanto a lui, il vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani (s) in una foto del 5 marzo 2015 a Milano.
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L’ex vicepresidente della giunta lombarda è accusato di corruzione, concussione e turbativa d’asta

“La prossima settimana nominerò il vicepresidente e anche il nuovo assessore al welfare, entro fine ottobre come avevo detto”. E’ quanto ha dichiarato il governatore della Lombardia Roberto Maroni al termine del vertice di maggioranza in Regione convocato in seguito all’arresto del vicepresidente della Giunta, Mario Mantovani e le indagini sull’assessore all’Economia Massimo Garavaglia. “Abbiamo fatto delle verifiche ma non ci risultano violazioni delle procedure interne. Comunque farò una commissione interna per una verifica più accurata” ha detto ancora il presidente della Regione parlando dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mantovani, ribadendo che “non ci sono tangenti nella sanità lombarda”.

Nel carcere di San Vittore, nel frattempo, si sono svolti gli interrogatori di garanzia di Mantovani, del suo braccio destro Giacomo Di Capua e dell’ingegnere del Provveditorato alle Opere pubbliche per la Lombardia Angelo Bianchi, arrestati due giorni fa per corruzione, concussione e turbata libertà degli incanti.

Davanti al gip Stefania Pepe, Bianchi ha dichiarato che il vicegovernatore avrebbe agito “per evitare il blocco degli appalti in corso”. Il rischio, ha riferito il funzionario, era che gli venisse tolto l’incarico di responsabile unico del procedimento, decisione che avrebbe potuto causare lo stop degli appalti.

Il vicegovernatore, che ieri si è autosospeso, avrebbe, inoltre, chiesto dei lavori gratuiti su alcuni suoi immobili da un architetto in cambio di incarichi in appalti pubblici. Non solo: Mantovani avrebbe cercato di trovare posti di lavoro per alcune persone su richiesta di Silvio Berlusconi, accusa che, però, non avrebbe rilievo penale.

Gli avvocati di Bianchi e Mantovani chiederanno la scarcerazione per entrambi. Per Mantovani, che si proclama innocente, “è una dura prova, il senatore ha 65 anni, speriamo che ce la faccia”, ha commentato, fuori dal carcere di San Vittore, Roberto Lassini, legale dell’ex vicepresidente della Giunta lombarda.

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