Taglio-Ires nel 2016: ecco chi ne beneficerà e come

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L’Ires corrisponde alla tassazione sull’utile delle società di capitali e dei gruppi di società

Ieri il premier ha annunciato il taglio dell’Ires, almeno parziale, già dal 2016. L’Ires corrisponde alla tassazione sull’utile delle società di capitali e dei gruppi di società.

Ecco, nel dettaglio, chi sarà coinvolto e cosa comporterà questa riduzione fiscale.

Beneficeranno del taglio 620.500 aziende pari al 12% delle imprese sul territorio italiano. Secondo lo studio condotto dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, ogni punto in meno di Ires farà risparmiare alle aziende coinvolte complessivamente 1,2 miliardi di euro di tasse. Al momento l’utile delle società di capitali (s.p.a., s.r.l., etc.) e dei gruppi di società (società finanziarie e di investimento, società controllate e collegate, etc.) sono tassate con un’aliquota al 27,5 per cento, il governo ha intenzione di portare entro il 2017 l’aliquota sotto il 25% con un risparmio complessivo, quando sarà completato il taglio, di oltre 3 miliardi di euro per le imprese.

“Siamo ben contenti quando ci tagliano le tasse, però vediamo se verranno veramente tagliate”, ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo sottolinea come “con il taglio dell’Ires i vantaggi fiscali andrebbero prevalentemente alle grandi imprese. Se, invece, la riduzione interessasse l’Irap, il taglio di un punto di questa imposta costerebbe allo Stato quasi 4 miliardi di euro, ma la riduzione delle tasse interesserebbe tutte le imprese, anche quelle più piccole, come le ditte individuali o le società di persone. Probabilmente, operando una riduzione del carico fiscale che oltre all’Ires comprendesse anche l’Irap sarebbe più giusto ed equo”.

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