Piazze piene per #svegliaitalia: “Ora tocca alla politica”

Diritti
Un momento del sit in per il ddl Cirinnà in piazza del Pantheon a Roma, 23 gennaio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Le foto, i commenti, le informazioni provenienti dalle piazze di tutta Italia. Polemiche contro la scritta “Family Day” sulla sede della Lombardia. Guerini: “Maroni, il Pirellone non è tuo”

Decine di migliaia di persone sono scese in circa cento piazze italiane per dire sì alla legge sulle unioni civili. È stato un successo per #svegliaitalia, la manifestazione convocata dalle associazioni lgbt, che ha visto l’adesione di molti esponenti del Pd, oltre che di movimenti civici, associativi e di singoli cittadini. Da Aosta e Bolzano fino a Ragusa, passando per le piazze più popolate di Torino (dove c’era anche il sindaco Fassino), Milano (con Pisapia e i quattro candidati alle primarie del centrosinistra), Bologna, Firenze, Roma (presente il commissario dem Orfini), Napoli e Palermo.

Non mancano ancora le polemiche, con i dem divisi tra la piazza di oggi (in grande maggioranza) e quella del Family Day della prossima settimana, nonostante da Matteo Renzi siano venute ieri parole chiare sulla necessità di una legge ormai “irrinviabile”. Ma è anche l’adesione ufficiale della Regione Lombardia al Family Day (con tanto di mega scritta sul Pirellone) a provocare una forte reazione, con in prima fila il cantante Mika, ma anche il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri e il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, che è intervenuto su Twitter.

  “Il nostro simbolo è un cuore con l’uguale – spiegano gli organizzatori della manifestazione a Roma – perché crediamo che ogni amore debba avere gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per questo continueremo a lottare fino a quando non raggiungeremo la piena uguaglianza, vale a dire il matrimonio egualitario”. Intanto, però, “ogni amore venga riconosciuto e contestualmente i figli di tutte e di tutti vengano tutelati”.

La giornata di mobilitazione è servita anche a fare il punto sulle posizioni dei diversi partiti sul ddl Cirinnà, che arriva all’esame del Senato la prossima settimana. Dalla manifestazione di Udine, la vicesegretaria dem Debora Serracchiani ha ribadito che “è una legge non più rinviabile che attende da tanto tempo e il lavoro che stanno facendo in queste ore i parlamentari del Pd è riuscire a portare la nave in porto. È arrivato il momento per poterlo fare, è una legge che non equipari le unioni civili al matrimonio – ha precisato – e per quanto riguarda l’adozione è in buona parte quello che la magistratura dice, quindi la politica non può fare un passo indietro, anzi deve essere pronta a fare la propria parte”. Se – come sembra – la maggioranza che sostiene al governo si presenterà divisa al momento del voto a palazzo Madama, il destino della legge sarà legato ai voti di Sel e, soprattutto, del M5S. Per Vendola non ci sono dubbi:

 

E anche il grillino Luigi Di Maio conferma la volontà del Movimento di approvare il ddl Cirinnà, anche se – spiega – “ci sono delle cose da spiegare agli italiani. La prima cosa da spiegare – ha elencato – è che questa legge non ha nulla a che fare con le adozioni. È una legge sulle unioni civili che dà il diritto a chi si ama di stare insieme. La seconda cosa da spiegare è che noi non facciamo nessun accordo con il Pd, votiamo leggi che pensiamo siano giuste e tra l’altro siamo l’ultimo Paese in Europa a non avere una legge sulle unioni civili”. Il sospetto tra i dem, però, è che nel M5S serpeggi la tentazione di voler fare uno sgambetto in aula, approfittando del voto segreto, per poi addossare le responsabilità sul Pd.

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