Super guida (in 10 punti) alla stagione Nba 2016/2017

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epa05343085 Cleveland Cavaliers forward LeBron James (R) goes for a loose ball against Golden State Warriors guard Stephen Curry (L) during the first half of the NBA Finals basketball game one between the Cleveland Cavaliers and the Golden State Warriors at the Oracle Arena in Oakland, California, USA, 02 June 2016.  EPA/JOHN G. MABANGLO CORBIS OUT

Al via la stagione più ricca di sempre della lega più “global” del mondo. Con alcune certezze, tanto talento e due fenomeni che puntano, ancora, a far impazzire il pianeta

L’attesa è finita. La lega più ricca, seguita e amata al mondo sta finalmente per tornare. Si parte da Cleveland, dove i Cavaliers campioni in carica ospitano per l’opening night i New York Knicks. Appuntamento alla Quicken Loans Arena per la notte tra martedì 25 e mercoledì 26 ottobre all’1,30 (19,30 ora locale). Si riparte quindi da Lebron James e compagni, autori di un’impresa storica nella scorsa stagione, con la conquista delle Finals in casa dei favoriti Golden State Warriors di Steph Curry, dopo essere stati sotto per 3-1 nella serie. Warriors che saranno in campo nella stessa notte inaugurale contro i San Antonio Spurs di Greg Popovich.

Un anello per due?
Inutile girarci troppo intorno: Cavs e Warriors sono le candidate principali alla conquista del titolo Nba 2016/2017. Le possibilità di non rivedere, per la terza volta consecutiva, una finale tra Cleveland e Golden State sono bassissime. Con ogni probabilità Lebron e Steph guideranno le rispettive “armate” attraverso le 1230 gare di regular season (che si concluderà il 12 aprile) e le varie serie di playoffs, fino alle finali di giugno. Il primo, toltosi il peso di aver finalmente portato il titolo Nba in Ohio, sarà più leggero mentalmente e, potenzialmente, ancora più letale in campo. L’Mpv della scorsa stagione, invece, guiderà un roster stellare, arricchito dal clamoroso ingaggio di un Kevin Durant più che mai affamato di vittoria.

Le contendenti che possono sovvertire il pronostico
Chi e come può sovvertire questo pronostico? A Ovest sono tre le principali candidate al ruolo di anti-Warriors. In primo luogo i San Antonio Spurs, che per la prima volta dal 1997 si presentano ai ranghi di partenza senza l’uomo-franchigia Tim Duncan. La squadra è ancora di primo livello, così come il suo indistruttibile coach. Ginobili, Parker e, soprattutto, Leonard e Aldridge, sono delle certezze. Resta da capire come Pau Gasol, chiamato a sostituire The Big Fondamental, riuscirà a inserirsi in meccanismi di una squadra rodati da anni. Dietro gli Spurs ci sono, ex aequo, i Los Angeles Clippers, all’ultima occasione per provare a vincere l’agognato anello (Chris Paul e Blake Griffin sono in scadenza nel 2017) e gli Oklahoma City Thunder che si affidano a Russell Westbrook e, nel complesso, a una squadra solida per affrontare la prima stagione post-Durant.

A Est la strada dei Cavs verso le Finals 2017 sembra spianata. A opporre una qualche resistenza potrebbero essere i Boston Celtics, ricostruiti in tempi meno lunghi del previsto dopo l’epopea dei Big Three. Al TD Garden, quest’anno, Isaiah Thomas potrà finalmente duettare con un lungo di primissimo piano, il dominicano Al Horford, che lascia Atlanta dopo nove stagioni. Probabilmente Boston si giocherà il ruolo di seconda forza a Est con Toronto, guidata ancora dalla coppia DeRozan-Lowry, che l’anno scorso centrò il lusinghiero quanto inaspettato risultato delle finali di Conference.

Qualcosa si muove, dietro le grandissime
A Ovest ci sono sicuramente da tenere d’occhio i Blazers di Damian Lillard e i Timberwolves di Andrew Wiggins, a cui quest’anno si affiancherà un’altra prima scelta assoluta del Draft Nba, Karl-Anthony Towns. Il roster di Minnesota, se non subirà pesanti ridimensionamenti nei prossimi anni, farà parlare molto di sé. Sempre nella Western Conference, occhio ai Grizzlies di Marc Gasol e Zibo Randolph. Difficile, infine, che le altre “texane”, Houston Rockets e Dallas Mavericks possano creare particolari grattacapi alle grandissime, nonostante il talento di James Harden e dell’eterno Dirk Nowitzki.

Prevedere che qualche squadra a Est possa fare l’exploit è ancora più difficile. Dietro le tre nominate sopra si muove poco. Indiana è Paul George-dipendente, Chicago è in piena fase di ricostruzione, così come New York. Il ritorno del figliol prodigo Dwayne Wade nella città del vento e l’arrivo di Derrick Rose nella Grande Mela sono colpi ad effetto sul reale valore aggiunto dei quali sono in molti a dubitare. I Knicks, dal canto loro, possono ancora contare su uno degli attaccanti più letali della lega, Carmelo Anthony, e sul giovane fenomeno lettone Kristaps Porzingis. Atlanta, infine, potrà contare sulla fisicità (spesso, però, fine a se stessa) di Dwight Howard, chiamato a sostituire Horford.

Mvp, una poltrona per pochissimi
Per il premio di Most Valuble Player della regular season, i nomi potabili si contano sulle dita di una mano. In prima fila, ovviamente, sempre Steph (Mvp uscente) e Lebron. Il Re di Cleveland, però, ci ha abituato negli ultimi anni a stagioni regolari con il freno a mano tirato, pronto ad esplodere in zona Playoffs. Il fenomeno di Golden State, dal canto suo, avrà quest’anno la concorrenza interna di un altro campionissimo come Durant. Tra i due potrebbe così inserirsi mister tripla doppia Russell Westbrook, leader incontrastato di OKC e voglioso di dimostrare al mondo che si può vivere anche senza KD. Dietro di loro James Harden e Anthony Davis, anche se il Barba e il Ciglione pagano la non competitività delle rispettive franchigie.

Tanto talento, da tenere d’occhio
Dietro ai big, un mare di talento cristallino si muoverà per i parquet d’America. Ecco alcuni dei potenziali (e futuribili) numeri uno da tenere d’occhio. Di Towns a Minnesota e Horford a Boston abbiamo già detto. Dall’ultimo Draft è uscita un’altra nidiata di fenomeni NCAA, da Ben Simmons (che vedremo in campo solo a gennaio) a Brandon Ingram, da Buddy Hield a Chris Dunn. Sul fronte europeo occhio ai croati Dragan Bender (Phoenix) e Dario Saric (Philadelphia), oltre che al figlio d’arte Domantas Sabonis (OKC). Il greco Giannis Antetokounmpo (Milwaukee) e il nostro Danilo Gallinari (Denver) sono chiamati alla definitiva consacrazione. Infine, come segnalatoci da alcuni nostri fedeli lettori, consigliamo di segnarvi questo nome: Joel Embiid, terza scelta assoluta 2014, ancora a secco di presenze con i Sixers a causa di numerosi infortuni.

Italians, coppia d’assi?
Dopo che Gigi Datome (l’anno scorso) e Andrea Bargnani (quest’anno) hanno deciso di tornare a cercare fortuna in Europa (per ora con ottimi risultati), a rappresentare il Bel Paese oltreoceano sono rimasti solo Danilo Gallinari e Marco Belinelli. La guardia di San Giovanni in Persiceto ha trovato casa a Charlotte, arruolato direttamente da Michael Jordan. Il Beli proverà a lasciarsi alle spalle l’anno difficile a Sacramento dopo i fasti di San Antonio. Difficile immaginarsi per lui un ruolo di primissimo piano ma metterà la sua esperienza (e il suo tiro) a disposizione del progetto. Diverso il discorso per Danilo che a Denver è ormai la star indiscussa. Per il Gallo, come detto, dovrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione nell’olimpo dell’Nba. Obiettivo: accedere ai playoffs, anche il supporting cast dei Nuggets non è di quelli che fanno tremare i polsi agli avversari (soprattutto a Ovest).

Comincia l’era p.K. (post Kobe)
Una menzione per alcune icone della pallacanestro moderna che non prenderanno il via in questa stagione. Comincia l’era post-Kobe, post-Duncan e post-Garnett. Il basket mondiale e l’Nba devono il loro successo planetario anche a loro. Grazie.

Un business che vale una montagna di dollari
Da quest’anno l’Nba sarà ancora più ricca. A partire dalla stagione 2016/2017, infatti, entra in vigore il nuovo accordo con i partner televisivi che frutterà alla lega più global del mondo 24 miliardi di dollari in 9 anni. Una parte di questi soldi finirà nelle tasche dei giocatori. I monte stipendi della Nba sono, infatti, decisi dalla lega stessa. Rappresentano una percentuale delle entrate totali generate dalle trenta squadre Nba. Il salary cap di una singola squadra passerà dai 70 milioni l’anno del 2015-2016, ai 94 di quest’anno fino ai quasi 108 del 2017-2018. A partire dal 2017 il monte ingaggi totale delle franchigie Nba ammonterà a più 3 miliardi.

A dare il senso di quanto denaro giri dietro l’Nba c’è poi la classifica del valore di ogni franchigia stilata dalla rivista Forbes, secondo la quale, dai 2,6 miliardi di dollari dei Los Angeles Lakers ai 600 dei Milwaukee Bucks, la valutazione media delle 30 squadre è di 1,1 miliardi di dollari. Cifre stellari, specie se paragonate a quelle, per esempio della nostra Seria A di calcio (figuriamoci quella di basket). Tra i motivi di tanta salute, oltre ai contratti televisivi milionari, c’è l’affetto crescente degli spettatori (non solo in America), frutto, tra le altre cose, di uno strepitoso lavoro a livello di marketing e comunicazione.

Volete vedere l’Nba in Italia? Conviene abbonarsi a Sky…
Anche quest’anno, per quanto riguarda l’Italia, l’Nba è un’esclusiva di SkySport, che rafforza il suo legame con la lega americana e lo blinda per due anni (anche a livello web). Ogni settimana 4 match in esclusiva e in HD. In totale 140 partite tra regular season e playoffs. Sempre su Sky verrà trasmesso in esclusiva l’All Star Weekend che quest’anno si svolgerà a New Orleans al 17 al 19 febbraio. A guidare la squadra basket di Sky Sport ci sarà la voce del grande Flavio Tranquillo.

Calendario, ecco le date da circoletto rosso
Dell’inizio con il botto dell’opening night abbiamo già scritto. La notte successiva, il 26 ottobre, debuttano anche i due italiani: Gallinari e i suoi Nuggets saranno di scena a New Orleans mentre Belinelli aprirà la sua nuova avventura con gli Hornets sul campo dei Bucks. Due italiani per due derby, entrambi a marzo: il 4 in Colorado, il 31 a Charlotte. Sempre il 26 in campo anche i Los Angeles Lakers, per la prima volta dopo 20 anni senza Kobe Bryant. Alcuni match da non perdere: il 4 novembre Derrick Rose sarà con i Knicks a Chicago contro i Bulls, il 10 novembre prima volta di Wade a Miami da avversario degli Heat, l’11 febbraio 2017 l’attesissimo ritorno di Durant a Oklahoma City. Ricchissimo inoltre il programma di Natale: 5 gare il 25 dicembre, il match clou alle 20.30 ora italiana tra Cavs e Warriors. Inoltre si giocheranno tre gare fuori dagli Stati Uniti: il 12 gennaio Suns-Mavericks e il 14 gennaio Suns-Spurs, entrambe a Città del Messico; sempre il 12 gennaio alla O2 Arena di Londra Denver affronterà Indiana.

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