Summit a Roma per fermare l’Isis: “Li sconfiggeremo”

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Oggi alla Farnesina i ministri degli Esteri dei 23 Paesi che partecipano alla Coalizione anti-Daesh. In primo piano il futuro di Siria, Iraq e Libia

Non è un appuntamento di routine quello di oggi alla Farnesina. Non lo è per il tema trattato e per il livello della partecipazione. A riunirsi, infatti, sono i 23 Paesi della Coalizione anti-Daesh. «A Roma e Londra questa settimana per importanti incontri sui progressi contro Daesh e sulla risposta umanitaria alla crisi in Siria», ha twittato il segretario di Stato Usa John Kerry al suo arrivo, ieri mattina, nella capitale.

Dopo Roma, il segretario americano volerà a Londra per presiedere la quarta conferenza dei donatori. La riunione di oggi sarà co-presieduta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal suo omologo statunitense. Parteciperà inoltre l’inviato speciale del presidente Usa per la Coalizione, Brett Mc Gurk. Fanno parte dello «Small Group+Ue», Arabia Saudita, Australia, Bahrain, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giordania, Iraq, Italia, Kuwait, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Qatar, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia e Turchia. Al centro del summit romano sarà la situazione in Siria, Libia e Iraq.

Il titolare della Farnesina ha spiegato, parlando a Bruxelles lo scorso 18 gennaio, che «sarà l’occasione per fare il punto non solo sull’aspetto militare ma sull’andamento dei diversi teatri, da Siria a Iraq in particolare, all’interno dello “Small Group” dei 22 Paesi maggiormente impegnati». Siria dunque, ma anche Libia. Su questo secondo fronte, la questione, come rimarca Farid Adly, tra i reporter più addentro alle vicende libiche, non è più sul se ci sarà l’intervento, ma sul quando e come. Il 19 gennaio lo Stato maggiore della Difesa italiana e il Cofs (il comando interforze per le operazioni speciali) si sono riuniti alla Farnesina proprio per decidere le tattiche e la strategia da utilizzare in Libia. Mentre una settimana prima un altro vertice di alto livello si era tenuto a Palazzo Chigi, alla presenza dei vertici militari e dei servizi, dei ministri degli Esteri e Difesa e del presidente del Consiglio.

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