Sullo scontro Renzi-Merkel l’ex cancelliere Schröder si schiera con l’Italia

Europa
Gerhard Schröder

In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex cancelliere approva nel suo complesso il piano italiano per arginare nuovi flussi di migranti inserendosi con le sue considerazioni nel braccio di ferro in corso tra Matteo Renzi e Angela Merkel

“La proposta di Renzi per una strategia comune della Ue verso il Nord Africa va nella giusta direzione”. Sono parole che assumono un valore politico considerevole se a pronunciarle è il tedesco Gerhard Schröder, ex leader socialdemocratico e Cancelliere fino al 2005. In un’intervista al Corriere della Sera, Schröder promuove nel suo complesso il piano italiano per arginare nuovi flussi di migranti dalla Libia e con le sue considerazioni, di fatto, si inserisce nel braccio di ferro in corso tra Matteo Renzi e Angela Merkel. Tanto più nel momento in cui non boccia la causa principale dello scontro tra i due capi di governo, ovvero la possibilità di utilizzare gli eurobond per nuovi investimenti in Africa. “Non sono contrario per principio agli eurobond. A condizione che ci sia un coordinamento della politica economica e finanziaria nell’ Eurozona, che oggi non abbiamo”.

“Non c’è dubbio – dice poi Schroeder parlando dell’integrazione del Vecchio continente – che l’Unione sia sottoposta a pressioni fortissime, cui si aggiunge la prospettiva drammatica del Brexit, l’uscita del Regno Unito. Ma nonostante tutto non credo a un fallimento del progetto europeo”. La crisi in corso, secondo l’ex Cancelliere, si può superare soltanto lavorando insieme. “E ciò vale soprattutto per Italia, Francia e Germania. Fra questi tre Paesi vorrei vedere più discussioni, più contatti diretti, perché quando loro sono uniti gli altri seguono. È quindi in primo luogo responsabilità franco-italo-tedesca che l’integrazione europea non indietreggi ma venga rafforzata”.

E sulla crescita dei partiti populisti ed estremisti come segno di un rigetto del progetto europeo, Schroeder spiega: “E’ uno sviluppo iniziato molto tempo fa. Oggi lo osserviamo anche in Germania. Da noi la questione dei rifugiati gioca sicuramente un ruolo cruciale. Per decenni, Cdu e Csu hanno creato l’impressione che la Germania non fosse terra d’immigrazione, ponendosi come garanti del fatto che non lo diventasse. Poi da un giorno all’altro – prosegue – di fronte alla drammatica emergenza della scorsa estate, la cancelliera Merkel ha praticamente aperto le porte ai rifugiati siriani, dicendo loro che potevano tutti venire in Germania, senza però avere soluzioni per gestire l’afflusso”.

“Il risultato – continua l’ex Cancelliere – è stato il successo di Alternative fuer Deutschland, un partito di destra populista, molto xenofobo. In altri Paesi, in Francia e anche in Italia per esempio, il tema dei migranti si sovrappone agli effetti della crisi economica. Ma se guardo all’Italia sono ottimista: se le coraggiose riforme del premier Renzi avranno successo, come io credo, l’economia italiana saprà risollevarsi e una causa fondamentale del successo dei partiti populisti verrà meno“.

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