Sulle unioni civili il Pd va avanti. Lotti: “anche con maggioranze alternative”

Diritti
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, durante la Festa nazionale dell'Avanti a Villa Osio, Roma, 11 settembre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

L’intervista del Guardasigilli a Repubblica scatena la reazione di Ncd, contraria alle adozioni.

Le unioni civili continuano ad alimentare le polemiche all’interno della maggioranza. L’ultima scintilla è stata l’intervista rilasciata a Repubblica da Andrea Orlando, che si è detto favorevole non solo a un’accelerazione per l’approvazione del ddl Cirinnà, ma anche all’introduzione delle adozioni. “Ci si accapiglia sui massimi sistemi – ha spiegato il Guardasigilli – si provano a fare anche campagne di propaganda, ma si tralascia di dire che l’Italia ha un obbligo giuridico a intervenire su questo tema”, ricordando la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia europea nel luglio scorso.

Le parole di Orlando hanno scatenato le reazioni all’interno del Nuovo centrodestra. “Sul tema delle adozioni sono in totale disaccordo”, ha ribadito Angelino Alfano, chiarendo che “altra cosa sono i diritti patrimoniali”, sui quali il gruppo centrista è pronto a un’apertura. E se per Renato Schifani “il ministro Orlando avrebbe fatto bene a non entrare nel dibattito che divide trasversalmente i partiti della maggioranza oltre che delle opposizioni”, l’ex ministro Maurizio Sacconi ha minacciato già un eventuale ricorso al referendum abrogativo: “Nel caso di approvazione del ddl Cirinnà – ha spiegato – si spaccherebbe la società, prima ancora della maggioranza. Ed è ovvio che vi sarebbe l’immediata verifica del giudizio popolare. La domanda che rivolgo a Orlando – ha proseguito il presidente della commissione lavoro a palazzo Madama – è quindi se abbia senso disgregare ulteriormente la nostra comunità nazionale e se non ritenga che, ove ciò accadesse, il sistema politico inevitabilmente ne risentirebbe”.

A dare man forte al ministro della Giustizia, è intervenuto il sottosegretario di palazzo Chigi Luca Lotti, secondo il quale la ricerca di una maggioranza alternativa a quella di governo per approvare la legge sulle unioni civili “è un argomento che può essere considerato”. Anzi, per il braccio destro di Matteo renzi, “è giusto che kla maggioranza sia trasversale e quindi ciascuno può avere un’opinione, è giusto che non ci si divida fra maggioranza e opposizione, fra centrodestra e centrosinistra, fra Pd, Forza Italia e Cinquestelle. Vedremo – ha concluso Lotti – siamo nella discussione in parlamento”.

Il governo, quindi, sembra essere ancora orientato ad approvare il disegno di legge Cirinnà entro la fine dell’anno, appena il Senato chiuderà la sessione di bilancio. Non solo perché “la sentenza di Strasburgo non è derubricabile come una ingerenza esterna, ma ci dice che abbiamo un vuoto normativo e questo è un tema che interpella tutto il parlamento”, come ha ricordato Orlando. Ma anche perché il Pd, a partire dallo stesso Renzi, ha investito politicamente su questo tema, anche per ritrovare sul tema dei diritti una sintonia con la base più tradizionale della sinistra. Non è certo una risposta alle polemiche alimentate dalla minoranza interna sulle riforme, prima, e sulla legge di stabilità, poi, quanto piuttosto la conferma di una identità propria del partito, che non vuole subire ricatti dagli alleati di una maggioranza di governo resa obbligata da un risultato elettorale nel 2013 privo di un vero vincitore.

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